La Leal, Lega antivivisezionista, ha ribadito il suo impegno a favore della ricerca scientifica senza sperimentazione sugli animali, conferendo un importante riconoscimento a Stefania Vernazza. La ricercatrice dell’Università di Genova è stata premiata per il suo innovativo studio sul glaucoma, una patologia oculare complessa, condotto interamente attraverso l'utilizzo di modelli sostitutivi. L'annuncio di questo significativo premio è stato diffuso da Roma il 7 ottobre 2026.
Il lavoro di Stefania Vernazza si distingue per l'impiego di metodologie all'avanguardia, che includono gli organoidi retinici – ovvero modelli di retina umana sviluppati in laboratorio – e altri strumenti considerati valide alternative alla tradizionale sperimentazione animale.
Questo approccio non solo rispetta i principi etici della Leal, ma apre anche nuove prospettive per una ricerca più predittiva ed efficace per la salute umana.
La cerimonia di consegna del premio si terrà venerdì 9 ottobre, alle ore 18:30, presso la Sala Dalisca Cavalli, situata in via Interrato dell’Acqua Morta 54, a Verona. L'evento è organizzato con il prezioso supporto della sezione veronese della Leal, che ha promosso l'iniziativa. Sarà Gian Marco Prampolini, presidente nazionale della Leal, a consegnare il riconoscimento, sottolineando l'importanza di sostenere i ricercatori che scelgono percorsi scientifici liberi dalla sofferenza animale.
La ricerca innovativa sul glaucoma e i modelli sostitutivi
Al centro del progetto di ricerca premiato vi è l'approfondito studio del glaucoma, una delle principali cause di cecità irreversibile a livello globale, attraverso l'impiego degli organoidi retinici. La dottoressa Vernazza ha descritto il suo lavoro come un percorso meticoloso, focalizzato in particolare sulle cellule gangliari della retina e sui complessi processi che ne determinano la degenerazione nel corso della malattia. La ricercatrice ha evidenziato come “Comprendere perché le cellule gangliari della retina degenerino nel glaucoma è una delle principali sfide della ricerca oftalmologica”, sottolineando la complessità e l'urgenza di trovare nuove risposte.
Il team di ricerca guidato da Stefania Vernazza ha compiuto un passo significativo creando, direttamente in laboratorio, dei piccoli modelli tridimensionali di retina. Questi sono stati sviluppati a partire da cellule staminali pluripotenti, ovvero cellule dotate della straordinaria capacità di differenziarsi e trasformarsi in quasi ogni tipo di tessuto umano, inclusi quelli complessi della retina. Su questi innovativi organoidi è stata poi effettuata un'approfondita analisi proteomica, una tecnica scientifica avanzata che consente di identificare e quantificare le proteine presenti nelle cellule, osservandone le variazioni durante lo sviluppo della malattia. Questa analisi è stata definita come una vera e propria "mappa delle proteine", fondamentale per decifrare i meccanismi molecolari e cellulari nascosti del glaucoma.
Il riconoscimento assegnato a Stefania Vernazza non solo celebra un risultato scientifico di alto livello, ma valorizza anche l'adozione di metodi sostitutivi e tecnologicamente avanzati. Tra questi, spiccano i modelli in vitro, gli organoidi e l'intelligenza artificiale. Questi strumenti sono presentati come un'alternativa etica e scientificamente superiore alla sperimentazione animale, offrendo una via di ricerca più affidabile, sicura e predittiva per la comprensione e il trattamento delle patologie umane, con un impatto diretto sulla salute dell'uomo.