Le famiglie molisane si distinguono per un livello di soddisfazione moderato riguardo all'accesso ai servizi pubblici essenziali, registrando minori difficoltà complessive rispetto alla media nazionale. Questo dato emerge da una recente relazione annuale del Cnel, presentata al Parlamento e al Governo, che analizza i livelli e la qualità dei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche centrali e locali a imprese e cittadini. Il Molise si allinea in questa valutazione positiva ad altre regioni e province autonome, tra cui la Provincia autonoma di Bolzano, la Lombardia, la Sardegna e il Veneto, indicando un quadro di relativa efficienza nell'erogazione di determinate prestazioni sul territorio.
L'analisi, aggiornata al 16 ottobre 2026, offre una panoramica dettagliata delle percezioni dei cittadini.
Le criticità nell'accesso al pronto soccorso
Nonostante il quadro generale positivo, un aspetto critico emerge con chiarezza per il Molise: l'accessibilità ai Pronto soccorso. Questo servizio, fondamentale per l'emergenza sanitaria, rappresenta il dato meno confortante rilevato. Sulla base dei dati Istat 2025, ripresi nella relazione del Cnel, ben una famiglia su due ha dichiarato di incontrare significative problematiche nel raggiungere queste strutture. Tale percentuale evidenzia una difficoltà marcata e specifica nel settore dell'assistenza sanitaria d'urgenza, distinguendolo nettamente da altri servizi considerati nell'indagine.
Il confronto con altri servizi essenziali mostra una netta differenza. Per gli uffici postali, la percentuale di famiglie che hanno segnalato difficoltà si attesta a un più contenuto 13%. Le problematiche aumentano leggermente per le caserme di polizia e carabinieri, raggiungendo il 21%, mentre per gli uffici comunali la quota è del 20%. Questi numeri sottolineano come la questione dell'accessibilità al pronto soccorso sia un tema isolato e di maggiore gravità rispetto alla fruizione di altri presidi amministrativi e di sicurezza sul territorio molisano.
Il quadro nazionale e le sfide sanitarie
L'analisi del Cnel estende il suo sguardo anche al contesto nazionale, confermando la centralità e la complessità del tema dell'accessibilità ai pronto soccorso.
A livello italiano, la relazione annuale sui servizi pubblici indica che il 48,2% delle famiglie dichiara di avere difficoltà nel raggiungere tali strutture. La situazione si aggrava ulteriormente nei comuni con meno di 2mila abitanti, dove la percentuale sale drasticamente al 72,8%, evidenziando una forte correlazione tra la dimensione territoriale dei centri abitati e la capacità dei cittadini di accedere ai servizi di emergenza.
La stessa relazione approfondisce altri aspetti cruciali dell'assistenza sanitaria territoriale. L'Assistenza domiciliare integrata (ADI) ha mostrato progressi significativi, raggiungendo circa 1,7 milioni di persone e coprendo il 9,4% degli over 64, avvicinandosi all'obiettivo del 10% fissato dal Pnrr.
Tuttavia, permangono notevoli carenze nelle Case della comunità, con 297 strutture ancora mancanti rispetto al target previsto entro il 2030, pari al 22% dell'obiettivo. Per completare queste infrastrutture, si stima un fabbisogno di circa 1,1 miliardi di euro, concentrato prevalentemente in regioni come Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. Nel più ampio panorama dei servizi sanitari, un dato preoccupante riguarda la rinuncia alle cure: il 9,9% dei residenti ha dichiarato di aver rinunciato a visite o esami specialistici.