La tirzepatide si configura come una nuova frontiera nella cura dell'obesità. Lo ha dichiarato Uberto Pagotto, professore ordinario di Endocrinologia all’Università di Bologna e direttore dell’Endocrinologia e prevenzione e cura del Diabete del Policlinico Sant’Orsola. L'intervento è avvenuto a Palermo il 16 ottobre 2026, a margine del congresso nazionale della Società Italiana dell’Obesità (SIO). Il focus è stato il ruolo del farmaco nella riduzione del peso corporeo e nella gestione delle condizioni associate all'eccesso ponderale.

Pagotto ha evidenziato riduzioni significative del peso con la tirzepatide, anche senza i dosaggi più elevati.

Il farmaco mostra effetti positivi sulle comorbidità legate all'obesità, come le apnee ostruttive del sonno, rafforzando il ruolo delle terapie farmacologiche.

Risultati comparabili alla chirurgia bariatrica

Nel dettaglio clinico, Pagotto ha affermato che, per alcuni parametri, i risultati della tirzepatide si avvicinano a quelli della chirurgia bariatrica. Tale confronto, presentato al convegno, sottolinea il crescente ruolo dei trattamenti farmacologici nella gestione dell'obesità. La tirzepatide si posiziona tra le opzioni terapeutiche per questa patologia complessa, mirando a riduzione del peso e miglioramento delle condizioni associate.

Il congresso SIO a Palermo ha ospitato la presentazione di queste nuove prospettive.

La comunicazione di Pagotto ha ribadito l'importanza di non separare il calo ponderale dalla gestione clinica complessiva delle comorbidità. La tirzepatide è indicata come trattamento farmacologico rilevante per la significativa riduzione del peso e l'impatto positivo sulle condizioni correlate, incluse le apnee ostruttive del sonno, segnando un avanzamento nella cura dell'obesità.