Il premio Nobel per la Fisica, Giorgio Parisi, ha sottolineato l'urgenza di riportare la ricerca e gli investimenti sull'intelligenza artificiale (IA) nel settore pubblico. L'intervento è avvenuto a Torino il 14 ottobre 2026, a margine della cerimonia per il conferimento della laurea honoris causa da parte dell’Università di Torino e dell’Università del Piemonte Orientale. Parisi ha collegato la regolazione dell’IA alla necessità di maggiore trasparenza sulla ricerca, oggi prevalentemente svolta in ambito privato.
Il fisico ha evidenziato la necessità di comprendere il funzionamento interno dei sistemi di intelligenza artificiale sviluppati dalle aziende.
Ha ricordato che, fino a circa dieci anni fa, la ricerca sull’IA era appannaggio di università e istituzioni pubbliche. Oggi, invece, gran parte dello sviluppo è coperta dal segreto industriale, ostacolando una piena comprensione e valutazione.
Ricerca pubblica, regole e trasparenza
Parisi ha ribadito che senza un ritorno della ricerca in ambito pubblico, non sarà possibile prevedere con cognizione le evoluzioni e gli impatti dell'IA. Ha proposto investimenti pubblici europei per sviluppare competenze indipendenti e affrontare il quadro normativo. Le normative vigenti, ha dichiarato, “non sono sufficienti”, poiché una regolamentazione efficace richiede conoscenza approfondita dei sistemi, non solo consulenze dalle aziende private.
Nel suo discorso, il premio Nobel ha anche sollevato le conseguenze sociali dell’intelligenza artificiale, definendole un problema prioritario. Ha espresso preoccupazione per la scarsa attenzione al tema nel dibattito politico, specialmente in Europa. Parisi ha esaminato l’ipotesi di rallentare lo sviluppo dell’IA, osservando che avrebbe senso solo su scala mondiale, ma risulterebbe impraticabile data l'attuale competizione commerciale tra Stati Uniti e Cina.
Data center e condizioni ambientali
Il dibattito sull’IA si è esteso alla questione dei data center. Parisi ha sottolineato che il nodo cruciale è la loro regolamentazione: non ha sostenuto un rifiuto generalizzato, ma la necessità di stabilire condizioni precise, ad esempio su neutralità energetica e impatto ambientale.