Il 7 ottobre 2026, Giovanni Vizziello, capogruppo di Basilicata Casa Comune in Consiglio regionale, ha sollevato gravi criticità sulla mobilità sanitaria tra Basilicata e Puglia. L'intervento segue il blocco dei ricoveri per interventi chirurgici programmati per i pazienti lucani all'ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti. Vizziello ha collegato questa interruzione a una circolare della Regione Puglia, sostenendo che l'accordo sulla mobilità tra le due Regioni non abbia retto alla prova dei fatti. Il consigliere ha criticato l'assessore lucano alla Sanità, Cosimo Latronico, che aveva presentato l'intesa come strumento di programmazione avanzata per governare la mobilità e garantire cure di qualità.

Vizziello ha dichiarato che la situazione è tornata "oggi siamo punto e a capo", criticando l'operato dell'assessore. La contestazione verte sull'esclusione degli interventi ad alta complessità dal tetto di spesa. Secondo la sua ricostruzione, tale impostazione è stata censurata dal Ministero della Salute, poiché tali interventi non possono restare fuori dai limiti previsti. Il loro conteggio ha causato l'esaurimento anticipato del budget per i pazienti lucani negli ospedali pugliesi.

Il nodo del budget e delle prestazioni programmate

La problematica colpisce i cittadini della provincia di Matera con prestazioni programmate al Miulli. La struttura ha sospeso l'attività programmata per i residenti in Basilicata, esaurito il budget regionale per la mobilità sanitaria.

I rilievi del Ministero dell’Economia hanno contestato l'accordo tra Puglia e Basilicata, che escludeva dal tetto di spesa gli interventi ad alta complessità, sebbene il Miulli sia un riferimento essenziale per molti materani.

Per l'ospedale Miulli, il budget complessivo per la mobilità sanitaria è di 13 milioni di euro. Di questi, otto milioni a carico della Basilicata sono già terminati. Rimangono garantiti pronto soccorso, urgenze e interventi salvavita. La sospensione riguarda esclusivamente le prestazioni sanitarie programmate.