Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, ha voluto fugare ogni dubbio riguardo al clima che circonda la nomina di Diana Bianchedi a capo delegazione della Nazionale di calcio. Malagò ha enfatizzato come “serenità e disponibilità” siano gli elementi cardine per scongiurare possibili tensioni o criticità, difendendo la scelta e sottolineando l’equilibrio e la collaborazione che essa intende promuovere.
La nomina e il dibattito in corso
La decisione di affidare a Diana Bianchedi, attuale vicepresidente vicaria del CONI, l’importante ruolo di capo delegazione degli Azzurri, ha generato un acceso dibattito.
Il CONI ha prontamente avviato verifiche interne per accertare eventuali profili di opportunità, inconferibilità o incompatibilità, come previsto dal proprio Statuto. Dal canto suo, la FIGC ha risposto con fermezza, dichiarando di non ravvisare alcun conflitto di interessi e definendo l’incarico di Bianchedi come “di mera rappresentanza” e di natura squisitamente istituzionale.
Le dichiarazioni del presidente Malagò
Malagò ha ribadito con forza che la scelta di Bianchedi è stata guidata da “serenità e disponibilità”, qualità che egli considera essenziali per garantire un percorso privo di ostacoli. L’obiettivo primario è quello di assicurare un ambiente collaborativo e sereno, fondamentale in un periodo cruciale per il rilancio e la stabilità della Nazionale di calcio.
Il ruolo di Bianchedi e le prospettive
Il CONI ha attivato gli uffici competenti per valutare attentamente eventuali profili di incompatibilità. La FIGC, tuttavia, ha reiterato che non esistono normative che impediscano a un membro della Giunta del CONI di ricoprire un incarico federale, specialmente quando questo è inteso come un ruolo di rappresentanza istituzionale.
Il ruolo di capo delegazione, con l'arrivo di Bianchedi, è stato descritto come una vera e propria “rivoluzione culturale” per il calcio italiano. Bianchedi sarà il volto dell’Italia del calcio, con compiti che spaziano dalla rappresentanza alla promozione dell’identità azzurra, garantendo al contempo il rispetto delle norme federali.
Il presidente Malagò ha definito la sua nomina come un vero e proprio ponte tra il calcio e lo sport a 360 gradi, evidenziando la volontà di creare una sinergia più ampia tra le diverse discipline sportive.