Roma, 11 settembre 2026, ore 05:09: Elena Rybakina è la seconda finalista degli US Open. La tennista kazaka ha battuto in semifinale la statunitense Coco Gauff al termine di una partita risolta in rimonta, dopo un avvio favorevole alla giocatrice di casa. Il risultato, 3-6, 6-4, 6-4, racconta una sfida rimasta aperta fino alle fasi conclusive e decisa dalla capacità di Rybakina di restare efficace nello scambio anche nei momenti più delicati.

Il successo porta Rybakina all'ultimo atto del torneo, dove affronterà Aryna Sabalenka per il titolo. La qualificazione arriva dopo un match molto combattuto ed emozionante: Gauff si era aggiudicata il primo set, ma non è riuscita a fermare la rimonta della kazaka, che ha pareggiato i conti nel secondo parziale e poi ha completato l'opera nel terzo set.

La svolta della semifinale

La semifinale si è aperta con Gauff avanti 6-3. Rybakina, però, ha cambiato l'inerzia della partita nel secondo set, vinto 6-4, e ha poi confermato la stessa misura nel parziale decisivo. Il doppio 6-4 finale ha certificato una progressione costante, costruita con efficacia nei punti che hanno indirizzato la sfida a suo favore.

Per Gauff resta una semifinale persa dopo aver avuto in mano il primo segmento dell'incontro. Per Rybakina, invece, la vittoria vale l'ingresso nella partita più importante del torneo newyorchese. La finale con Sabalenka diventa così il punto d'arrivo di un percorso che, nella fase decisiva del tabellone, ha messo di fronte alcune delle protagoniste più attese del circuito femminile.

Il contesto del tabellone femminile

Nel percorso verso questa semifinale, Gauff era arrivata all'appuntamento dopo una rimonta nei quarti contro Mirra Andreeva: aveva perso nettamente il primo set, aveva annullato due match point nel tie-break del secondo e aveva poi chiuso il terzo con il sostegno del pubblico di casa. Rybakina, invece, aveva ottenuto il posto tra le ultime quattro superando Zheng Qinwen.

Il quadro del torneo femminile aveva assunto un rilievo particolare perché le prime quattro teste di serie erano tutte approdate in semifinale, un fatto che in uno Slam non si verificava da Wimbledon 2009. Questo evidenzia un alto livello di competitività ai vertici. Dall'altra parte del tabellone, Jessica Pegula aveva superato Emma Navarro e si preparava ad affrontare Aryna Sabalenka.