Con la presentazione ufficiale del 15 settembre 2026, si accende il conto alla rovescia per Aichi-Nagoya 2026, l'attesissimo appuntamento che vedrà l'Asia dello sport riunirsi nel segno di "Sempre Avanti". La città giapponese si prepara a ospitare la 20ª edizione dei Giochi Asiatici e la 5ª dei Giochi Parasiatici, eventi diffusi tra impianti rinnovati, inclusione e nuove discipline. Sotto gli slogan evocativi "Imagine one Asia" e "Imagine one hearth", migliaia di atleti si sfideranno in un contesto di amicizia e competizione.

I Giochi Asiatici prenderanno il via il 19 settembre, animando la regione per 16 giorni con un programma che include 43 sport distribuiti in 53 sedi.

Successivamente, dal 18 ottobre, saranno i Giochi Parasiatici a tenere banco per sette giorni, con 18 discipline sportive ospitate in 19 diverse location. Questo duplice evento incarna la missione del Consiglio Olimpico d’Asia (OCA): promuovere l'unione tra popoli, culture e lingue diverse, trasmettendo valori di amicizia e pace internazionale alle future generazioni.

Aichi e Nagoya si impegnano a utilizzare lo sport come veicolo per concretizzare la visione di una "One Asia", offrendo agli atleti un ambiente competitivo di altissimo livello. L'obiettivo è valorizzare l'ospitalità, favorire gli scambi internazionali e stimolare la crescita umana. La candidatura per ospitare i Giochi era stata annunciata dieci anni fa, con i preparativi che sono entrati nel vivo sette anni fa, culminando nella creazione del comitato organizzatore.

Un ponte tra passato e futuro: numeri e storia dei Giochi in Giappone

L'evento attirerà circa 15.000 atleti e funzionari provenienti da tutti i 45 paesi e regioni membri dell’OCA. La lista dei partecipanti è vasta e inclusiva, comprendendo nazioni del Medio Oriente come Palestina e Iran, stati del Sud-Est asiatico quali Indonesia, Thailandia, Malesia, Filippine, Vietnam, Myanmar e Singapore, e paesi dell’Asia meridionale come Afghanistan e Pakistan. È interessante notare che Israele, pur essendo stato membro dell’OCA, fu escluso nel 1981 e successivamente integrato nei Comitati Olimpici Europei.

La storia dei Giochi Asiatici affonda le radici nel dopoguerra, con la prima edizione tenutasi a Nuova Delhi nel 1951, che vide la partecipazione di undici paesi, tra cui il Giappone.

L'intento era quello di ricostruire e rafforzare i legami tra le nazioni asiatiche. Il Giappone ha già avuto l'onore di ospitare i Giochi in due precedenti occasioni: a Tokyo nel 1958 e a Hiroshima nel 1994. L'edizione di Aichi-Nagoya 2026 segnerà quindi la terza volta che il Paese del Sol Levante accoglie l'evento, a 32 anni di distanza dall'ultima volta.

L'edizione di Hiroshima 1994 fu un crocevia significativo, segnando l'esordio di nuove nazioni come Kazakistan, Uzbekistan, Kirghizistan, Tagikistan e Turkmenistan, e il ritorno della Cambogia dopo un'assenza di vent'anni. Nonostante il successo sportivo, l'evento non fu esente da problematiche: si registrarono sparizioni temporanee di oltre dieci atleti e membri dei media, casi di medaglie vendute e violazioni antidoping che portarono alla revoca di ori e argenti a diverse atlete cinesi di atletica e nuoto. Tuttavia, l'eredità di Hiroshima incluse anche iniziative positive, come il programma "One Community Ce­-".