Il 21 settembre 2026, è stata pubblicata un’analisi approfondita sulle estensioni NBA firmate all’ultimo momento, stilando una classifica di cinque accordi dal valore meno convincente al più vantaggioso. Il punto di partenza di questa valutazione è il nuovo scenario delineato dal secondo apron, che ha ridefinito le dinamiche contrattuali. Secondo l’interpretazione proposta, solo i talenti di primissima fascia possono oggi giustificare un ingaggio pari al 25% del salary cap dopo tre anni di servizio. Al contrario, i giovani giocatori dotati di grandi potenzialità ma con evidenti lacune non impongono più automaticamente il massimo salariale, spingendo le franchigie a una maggiore cautela.
La prudenza delle franchigie e il precedente Sengun
Un esempio significativo di questa nuova prudenza è il caso di Alperen Sengun. La franchigia di Houston non gli ha offerto il massimo salariale, nonostante una stagione notevole con 20 punti e nove rimbalzi di media. L’accordo si è fermato a 185 milioni di dollari in cinque anni, a causa di perplessità legate alla sua versatilità difensiva e all’efficienza complessiva. Questo contesto ha generato la graduatoria dei contratti siglati quasi al limite. Al quinto posto si posiziona Saddiq Bey, che ha esteso il suo accordo con New Orleans per tre anni e 55 milioni di dollari. Il giudizio su questo contratto rimane prudente: Bey ha registrato quasi 18 punti di media, 151 triple realizzate e 72 presenze dopo un infortunio al crociato.
Tuttavia, la sua età, lo stile di gioco, una difesa non considerata d’élite e le limitate capacità di creazione per i compagni ne riducono il valore complessivo.
Il quarto posto è occupato da Keyonte George, che si è legato a Utah con un contratto quinquennale da 155 milioni di dollari. La sua stagione, caratterizzata da 24 punti e sei assist, insieme ai progressi nel gioco al ferro e a un’efficienza del 72% vicino al canestro, sono visti come segnali promettenti. Questi dati suggeriscono anche una potenziale buona intesa nel gioco a due con Lauri Markkanen e Jaren Jackson Jr. Permangono, tuttavia, dubbi difensivi e interrogativi sulla sua coesistenza con Darryn Peterson, selezionato come seconda scelta assoluta.
Al terzo posto si trova Pelle Larsson, con un accordo di quattro anni e 60 milioni di dollari con Miami. È un profilo energico e versatile in difesa, capace di attaccare il ferro, ma penalizzato da un tiro piazzato ancora incerto.
I gemelli Thompson: impatto e costo a confronto
Amen Thompson si classifica al secondo posto con un’estensione da cinque anni e 208 milioni di dollari, firmata con Houston. Nell’analisi, è considerato il migliore tra i due gemelli sotto il profilo del giocatore complessivo: eccelle nell’attaccare il ferro, cattura rimbalzi con l’efficacia di un lungo, è un buon passatore e difensore, e ha mostrato progressi significativi ai tiri liberi, salendo al 78% dopo il 68% registrato nei primi due anni.
Il principale nodo da sciogliere per lui resta il tiro da fuori. Per queste ragioni, Ausar Thompson, pur essendo valutato tecnicamente dietro ad Amen in termini generali, conquista il primo posto nella classifica per l’ottimo rapporto tra impatto e costo. La sua estensione contrattuale è considerata la più vantaggiosa, chiudendo così la graduatoria delle estensioni più convenienti.