Paolo Bertolucci ha ricordato con profonda commozione la figura di Elena Pero, la storica giornalista di SkySport e inconfondibile voce del tennis italiano, scomparsa ieri, giovedì 24 settembre, all'età di 60 anni. L'ex tennista, suo stimato collega e compagno in innumerevoli telecronache sulla rete satellitare, ha espresso il suo dolore per la perdita di una figura così significativa e amata dal pubblico. Il suo tributo si è concentrato sul lavoro condiviso nei più grandi tornei internazionali e sui recenti, esaltanti trionfi del tennis azzurro, inclusa la memorabile finale di Wimbledon vinta da Jannik Sinner lo scorso luglio.

Il Legame Professionale e il Ricordo Indelebile

Bertolucci, in un video diffuso sui canali social di SkySport, ha scelto un tono intimo e carico di gratitudine. «È difficile trovare le parole che sappiano rendere giustizia alla passione immensa e alla straordinaria professionalità di Elena Pero», ha dichiarato. Ha poi sottolineato la fortuna di aver potuto raccontare, al suo fianco, «i più grandi tornei del mondo e i meravigliosi successi ottenuti dal tennis azzurro proprio negli ultimi anni». Questo «doppio» di telecronaca era ormai collaudato e apprezzato. Nel suo toccante ricordo, l'ex tennista ha associato la figura di Pero non solo alla sua indiscutibile competenza, ma anche alla sua capacità di vivere il tennis con autentica partecipazione e grande misura.

«È impossibile accettare un addio così rapido», ha confessato Bertolucci, aggiungendo: «la porterò sempre nel cuore, ricordando quel sorriso d’assenso, quel cenno d’intesa scambiato dopo la finale di Wimbledon di quest’anno. La promessa silenziosa di continuare a sognare insieme, raccontando il tennis, lo sport che lei amava come nessun altro».

L'Ultimo Incontro e un Sogno Incompiuto

Il passaggio più intimo del ricordo di Bertolucci riguarda l'ultima volta che ha incontrato Elena Pero. «L’ultima volta che l’ho vista eravamo a Wimbledon», ha raccontato. In quell'occasione, Jannik Sinner aveva appena conquistato il suo secondo titolo sull'erba londinese. Elena, con la sua consueta precisione, «stava mettendo in ordine la postazione e le cuffie.

Lei doveva rimettere sempre tutto a posto», ha ricordato Bertolucci. In quel frangente, la giornalista gli aveva confidato il suo desiderio di pensare al ritiro, motivato anche dal fatto che il marito Sergio sarebbe andato in pensione. «Così possiamo fare i nostri giri», aveva detto, esprimendo un sogno di viaggiare. Bertolucci, con la sua tipica ironia e il suo profondo affetto professionale, le aveva risposto provando a riportare il discorso sul futuro del tennis e sulla loro collaborazione. «Allora io subito le ho risposto che non avrebbe potuto lasciarmi e che Sinner è vero che aveva già vinto due volte a Wimbledon, ma siccome non c’è due senza tre io e lei insieme avremmo dovuto spingerlo al terzo trionfo su quei mitici campi».

Questo scambio di battute, carico di speranza e di progetti futuri, rende ancora più dolorosa la sua improvvisa scomparsa. Senza la sua voce e la sua presenza, il commento sportivo non sarà più lo stesso, lasciando un vuoto incolmabile nel cuore degli appassionati e dei colleghi.