Da Roma, nella notte del 7 settembre 2026, giunge il racconto di una Nazionale italiana femminile di basket che ha sfiorato un'impresa storica ai Mondiali. A Berlino, le azzurre guidate dal coach Capobianco hanno affrontato gli Stati Uniti, giocando alla pari per tutti i quaranta minuti di gioco e mantenendo il vantaggio fino a soli tre minuti dalla sirena finale, cedendo poi con il punteggio di 55-52. Nonostante la sconfitta di misura, la prestazione ha confermato il pass per gli spareggi già acquisito e ha infuso grande fiducia in vista del prosieguo del torneo.
La squadra si prepara ora ad affrontare la Cina entro 24 ore, con l'obiettivo di conquistare il secondo posto nel girone e accedere alla fase successiva.
Una gara costruita con difesa e lucidità
L'inizio della gara ha subito acceso gli animi: due precisi canestri di Keys hanno permesso all'Italia di portarsi inizialmente in vantaggio. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno reagito con un parziale che li ha portati sul 19-8, in un match caratterizzato da un elevato numero di palle perse da entrambe le formazioni. La direzione della partita sembrava ormai segnata, ma la tenacia delle azzurre ha ribaltato le aspettative. Grazie a un'intensa pressione difensiva esercitata dalle esterne su giocatrici chiave come Clark e Bueckers, all'efficacia della difesa a zona e all'accensione di Cecilia Zandalasini, l'Italia è riuscita a rientrare prepotentemente in partita.
Con le giocate di Verona e André, le azzurre hanno ricucito lo svantaggio, portandosi a sole sei lunghezze dalle avversarie.
Un terzo fallo giudicato dubbio e fischiato a Zandalasini l'ha costretta a lasciare il campo per precauzione nel finale del secondo quarto. Nonostante questa assenza temporanea, le prestazioni di Verona e Villa hanno permesso alla squadra di Capobianco di rimanere a stretto contatto con le campionesse americane fino all'intervallo, dimostrando una notevole coesione e resilienza.
Il sorpasso e l'emozione dell'ultimo tiro
La ripresa ha visto un'Italia ancora più determinata. Zandalasini ha aperto il terzo periodo con un canestro di pregevole fattura, mostrando tutto il suo talento.
Nonostante alcune occasioni non sfruttate dalla lunetta da parte sua e di Cubaj, le azzurre hanno continuato a spingere, attaccando con decisione il ferro. Questa strategia ha portato al sorpasso, con l'Italia che si è portata avanti sul 35-32 grazie ai punti di Pasa, Madera e André. Fassina e Pasa hanno poi contribuito a incrementare ulteriormente il margine. Al termine del terzo mini intervallo, gli Stati Uniti erano riusciti a recuperare, chiudendo avanti di tre punti, preludio a un ultimo quarto di grande intensità.
Nel quarto periodo, Santucci, Pan e Villa hanno mantenuto l'Italia in scia, riuscendo anche a riportarla in vantaggio. Tuttavia, gli Stati Uniti hanno piazzato un parziale decisivo di 7-0 che ha spezzato l'equilibrio.
Villa ha firmato il canestro del meno tre, tenendo viva la speranza fino all'ultimo minuto, quando il punteggio non è più cambiato. L'ultima azione ha visto Zandalasini tentare la tripla che avrebbe potuto portare la partita ai supplementari, ma il tiro non è entrato, sancendo la sconfitta di misura.
Reazioni e prospettive future
Nel post-partita, Cecilia Zandalasini ha espresso rammarico per una sua reazione verso gli arbitri, dichiarando: "Mi vergogno un po', non dovevo reagire così". Ha però subito aggiunto parole di grande orgoglio per la squadra: "Ma sono contentissima della mia squadra, e spero che ci si ricorderà a lungo di questa partita nonostante il risultato. Siam partite bene senza aver paura mentalmente, poi sembrava di giocare in casa.
È la partita più bella che abbia mai disputato".
Il commissario tecnico Capobianco ha rivendicato con forza il valore della prestazione delle sue atlete, sottolineando l'orgoglio per quanto mostrato in campo. La prova contro una delle squadre più forti al mondo, pur conclusasi con una sconfitta, rappresenta un segnale estremamente incoraggiante per il percorso dell'Italia ai Mondiali di basket femminile, proiettando la squadra verso le prossime sfide con rinnovata determinazione e consapevolezza delle proprie capacità.