Daniele Orsato, responsabile della Commissione Arbitri Nazionale (CAN) di Serie A e Serie B, è intervenuto al Festival dello Sport di Trento il 3 ottobre 2026 per fare il punto sull'avvio di stagione arbitrale. Orsato ha ammesso apertamente che, in questo inizio di stagione, sono stati commessi errori, pur riconoscendo di averne attesi anche in numero maggiore. Ha tuttavia ribadito con fermezza che tali sbagli non avrebbero dovuto verificarsi, sottolineando l'importanza di una performance impeccabile.
Nel corso del suo intervento, il dirigente arbitrale ha richiamato un episodio specifico per illustrare le sue preoccupazioni e le potenziali aree di miglioramento: la trattenuta di Rowe da parte di Kalulu durante la partita Juventus-Atalanta.
In quella circostanza, ha spiegato Orsato, l'intervento del VAR avrebbe potuto essere determinante per una corretta valutazione della situazione, evidenziando una potenziale lacuna nella gestione di episodi complessi in campo.
Il richiamo alla responsabilità e la filosofia del gioco
Orsato ha inserito gli episodi contestati in una prospettiva più ampia, focalizzandosi sul lavoro complessivo e sulla mentalità che deve animare gli arbitri. Ha utilizzato una metafora incisiva, ricordando che "è calcio e non la Play Station", per sottolineare la natura imprevedibile, dinamica e profondamente umana del gioco. Per il responsabile della CAN, il vero problema non risiede tanto nell'errore isolato, che può sempre capitare, quanto nella sua ripetizione sistemica.
"Mi dà più fastidio la reiterazione dello sbaglio che il singolo episodio", ha affermato, evidenziando una profonda preoccupazione per la costanza e la qualità delle decisioni arbitrali lungo l'arco del campionato.
Da qui è scaturito un forte richiamo alla responsabilità personale di ciascun direttore di gara. Orsato ha chiarito che il merito delle buone prestazioni arbitrali va attribuito interamente ai direttori di gara stessi, riconoscendo il loro impegno e la loro professionalità. Al contrario, la colpa degli errori ricade su di lui, in quanto massimo responsabile della Commissione. Questo approccio mira a infondere un senso di appartenenza, di impegno collettivo e di fiducia reciproca all'interno del corpo arbitrale.
Il cuore del messaggio di Orsato ha riguardato l'importanza di una preparazione approfondita e meticolosa alla partita. Non è sufficiente applicare il regolamento in modo astratto o meccanico; è fondamentale conoscere il gioco e i calciatori, saper leggere le dinamiche della gara in tempo reale e anticipare i movimenti degli atleti sul campo. Questo approccio proattivo e intuitivo, ha spiegato, è cruciale anche per una gestione complessiva più efficace e fluida della partita. A supporto di questa tesi, Orsato ha citato un esempio dal calcio internazionale: quando a Parigi la palla arrivava a Verratti, l'arbitro doveva già essere pronto a correre e a posizionarsi correttamente, poiché i calciatori non accettano decisioni prese da lontano, richiedendo una vicinanza fisica e una comprensione immediata dell'azione.
Meno interruzioni per un gioco più fluido e spettacolare
Nel suo intervento, Daniele Orsato ha posto l'accento anche sulla necessità impellente di ridurre le perdite di tempo e le interruzioni superflue durante le partite. "Meno pause, bisogna giocare", ha dichiarato con enfasi, collegando questo obiettivo primario alle nuove direttive introdotte dall'IFAB (International Football Association Board). Per il responsabile della CAN A e B, una maggiore fluidità del gioco non solo contribuisce in modo significativo a rendere le partite più belle e spettacolari per il pubblico, ma serve anche ad abituare le squadre italiane a un ritmo e a una dimensione più in linea con gli standard del calcio internazionale.
In questa visione moderna, il ruolo dell'arbitro è quello di accompagnare il ritmo della gara, facilitandone lo svolgimento dinamico, senza mai diventarne il protagonista assoluto o un elemento di disturbo.
Un passaggio significativo è stato infine dedicato alla formazione dei giovani direttori di gara, un aspetto cruciale per il futuro del movimento arbitrale. Orsato ha spiegato che per sviluppare al meglio il loro potenziale e le loro capacità è essenziale, prima di tutto, dare fiducia. Questo incoraggiamento costante e il supporto sono fondamentali per la crescita professionale e per infondere sicurezza in campo nei futuri arbitri, permettendo loro di acquisire l'esperienza necessaria per affrontare con successo le crescenti sfide del calcio moderno.