La Formula 1 si prepara a un cambiamento significativo nel suo calendario 2027, introducendo il formato Sprint anche nel prestigioso circuito di Monaco. Questa decisione, emersa con la recente pubblicazione del programma stagionale, è destinata a generare ampio dibattito nel mondo del motorsport, soprattutto considerando che il tracciato monegasco è notoriamente uno dei più sfidanti per i sorpassi. L'espansione del formato Sprint, che vedrà gli eventi aumentare da sei a dieci, pone il Principato al centro di un esperimento che mira a bilanciare tradizione e innovazione, ma che solleva interrogativi sulla sua efficacia in un contesto così peculiare.

Parallelamente, il futuro della chiusura del calendario 2026 rimane incerto, con la serie che procede senza variazioni apparenti, nonostante fosse attesa una decisione sugli ultimi round entro metà settembre.

La stagione 2027 prenderà il via dal Golfo, con il Bahrain che ospiterà un test pre-campionato di quattro giorni, per poi inaugurare il Mondiale per la settima volta. La grande novità sarà proprio l'apertura di stagione in formato Sprint, una prima assoluta. Il Bahrain sarà il primo di ben tre weekend Sprint previsti nelle prime quattro gare, un'intensificazione che proseguirà con gli appuntamenti in Australia e Giappone. Questi due eventi faranno parte di una "tripletta" asiatica che si concluderà in Cina.

Una struttura simile si ripresenterà verso la fine del calendario, dove tre degli ultimi quattro fine settimana vedranno il ritorno del formato Sprint, culminando con gli eventi in Qatar e Abu Dhabi in sequenza conclusiva, promettendo un finale di stagione ad alta tensione.

La spinta commerciale dietro l'espansione del formato Sprint

L'incremento degli eventi Sprint risponde a una duplice logica: una sportiva, volta a offrire più momenti competitivi, e una marcatamente economica. I promotori hanno espresso il desiderio di rendere il venerdì dei weekend di gara più attraente sia per il pubblico presente in circuito sia per gli spettatori televisivi. Tradizionalmente, infatti, l'affluenza tende a essere più bassa il primo giorno, per poi crescere in modo significativo con le qualifiche del sabato e raggiungere il suo apice durante la gara domenicale.

Le statistiche interne della Formula 1 supportano questa visione: oltre l'80% dei possessori di biglietto dichiara di percepire un maggiore valore in un weekend Sprint rispetto al formato tradizionale che prevede tre sessioni di prove libere.

L'aspettativa è che un venerdì più coinvolgente incentivi un numero maggiore di persone, in possesso di un biglietto valido per tutti e tre i giorni, a presenziare in circuito per l'intero fine settimana. Questo non solo aumenterebbe l'affluenza generale, ma stimolerebbe anche una maggiore spesa nell'area circostante, beneficiando settori come trasporti e alloggi. Sebbene la Formula 1 non divulghi i dettagli specifici delle fee di ospitalità, è evidente che il formato Sprint ha già consolidato il suo valore commerciale, come dimostra l'accordo con Gatorade, ora partner ufficiale della Sprint, seguito dall'ingresso di PepsiCo come partner globale.

Tuttavia, persiste un interrogativo cruciale: un aumento degli ascolti televisivi non si traduce necessariamente in un gradimento unanime, poiché una sessione competitiva può attrarre spettatori anche solo per il timore di perdere un momento potenzialmente decisivo.

Il posizionamento di Monaco nel calendario Sprint 2027 rappresenta il punto più delicato di questa strategia. La scelta di includere il Principato, noto per la sua difficoltà nei sorpassi, come "test più discusso" (come indicato nel sottotitolo) evidenzia la volontà della Formula 1 di sperimentare anche nei contesti più tradizionali e sfidanti, cercando di massimizzare l'interesse e il valore commerciale dell'intero weekend di gara, nonostante le perplessità legate alla natura del tracciato.