La prospettiva di vedere Roger Federer nel ruolo di capitano della Laver Cup rimane concreta, sebbene non sia legata a una scadenza imminente. Il tema è riemerso a Londra il 25 settembre 2026, in un contesto che sottolinea il profondo legame del campione svizzero con l'evento. Federer, all'età di 44 anni, padre di quattro figli e detentore di 20 titoli Major, continua a essere molto coinvolto nella manifestazione che ha contribuito a fondare e che lo ha visto concludere la sua straordinaria carriera nel 2022, a Londra, al fianco di Rafael Nadal.
Una Scelta Meditata, Non Affrettata
Tony Godsick, presidente della Laver Cup, ha chiarito che Federer non ha ancora stabilito il momento opportuno per assumere la guida del team. Godsick ha scherzato sulla variabilità delle intenzioni di Federer, affermando che "un giorno Roger è pronto per essere capitano. Il giorno dopo dice: 'Non posso essere capitano per dieci anni'". Ha poi aggiunto, con maggiore serietà, che Federer ha "quattro figli e molti impegni". Nonostante ciò, Godsick si è detto fiducioso: "Quello che posso dirvi è che un giorno sarà capitano, di sicuro – spero. Voglio dire, nulla è certo". Il presidente ha espresso la convinzione che l'ex numero uno del mondo sarebbe già pronto per il ruolo: "Potrebbe essere pronto domani per essere capitano, di sicuro", ribadendo: "Mi piacerebbe vederlo capitano a un certo punto".
La Laver Cup, giunta alla sua nona edizione, non mostra tuttavia alcuna urgenza di accelerare i tempi. L'evento si trova infatti solo al secondo anno della sua nuova fase di captaincy, che vede protagonisti figure di spicco. Andre Agassi sta apportando nuova energia, preziose letture tecniche e un'attenzione particolare al lavoro con i giocatori. Parallelamente, Yannick Noah, vincitore del Roland Garros nel 1983, ha infuso personalità e carisma al Team Europe. Questa situazione permette al torneo di attendere Federer senza forzare i tempi, mantenendo al contempo aperta l'ipotesi di un futuro coinvolgimento di altri membri dei "Big Three", come Rafael Nadal, o di altri grandi nomi del tennis.
L'Espansione Geografica: Sfide e Opportunità
Un altro aspetto cruciale per il futuro della Laver Cup riguarda la sua espansione geografica. Dopo diverse edizioni che si sono concentrate prevalentemente tra Europa e Nord America, mercati come il Sud America, l'Africa e l'Asia rimangono aree di grande interesse. Godsick ha ribadito l'ambizione di portare l'evento in queste regioni: "Certo, ci piacerebbe portare questo evento in Africa, ci piacerebbe portarlo in Sud America". La principale difficoltà risiede però nella ricerca di arene indoor adeguate, capaci di "ospitarci per un certo periodo di tempo e che abbiano tutte le specifiche" richieste.
Le esigenze organizzative sono notevolmente cresciute nel tempo.
Fattori come la capienza delle strutture, l'illuminazione, la complessità della produzione, la disponibilità nei calendari internazionali e le crescenti richieste commerciali giocano un ruolo determinante nelle scelte delle sedi. Godsick ha spiegato: "Ora abbiamo 25 sponsor, quindi abbiamo molte voci che ci dicono dove vorrebbero che andassimo e quando vorrebbero che andassimo". Questo processo di valutazione delle sedi è continuo e complesso, mirando a bilanciare le ambizioni di espansione con le rigorose necessità logistiche e commerciali dell'evento.