Il 25 settembre 2026 ha preso il via da Genova la sesta edizione del Marina Militare Nastro Rosa Veloce 2026. L'iniziativa, promossa da Ministero della Difesa, Marina Militare e Difesa Servizi, è realizzata con SSI Sports & Events. Questa partenza segna l'inizio di una regata senza sosta per dieci equipaggi su Figaro 3 Beneteau, diretti a Trieste. L'arrivo nella città giuliana sarà collegato alla celebre Barcolana.
La prova è una sfida di resistenza e abilità. Le imbarcazioni circumnavigheranno l’Italia in una tappa unica, su un percorso di oltre 1.500 miglia nautiche.
La navigazione, senza soste a terra, collegherà Genova a Trieste, richiedendo agli equipaggi di gestire mare, vento e vita a bordo per più giorni.
Il via ufficiale e le personalità presenti
Alla cerimonia di partenza a Genova erano presenti l'assessore comunale Arianna Viscogliosi (in rappresentanza della sindaca Salis) e il presidente della Regione Liguria, Marco Bucci. Il generale Francesco Greco, capo divisione brand & media di Difesa Servizi, ha definito la prova “una delle regate più strong esistenti nel panorama europeo”. Greco ha sottolineato come l'iniziativa valorizzi le capacità della difesa tramite lo sport, promuovendo la vela in una manifestazione che vede gli equipaggi impegnati giorno e notte in una sfida continua fino al traguardo di Trieste.
La sfida della navigazione ininterrotta
Marco Bucci ha richiamato gli aspetti tecnici e di squadra della regata, sottolineando la necessità di stretta collaborazione tra i due membri dell'equipaggio. Ha collegato il valore della vela agli aspetti formativi dello sport e al contributo che eventi simili offrono alla crescita e visibilità della città.
Riccardo Simoneschi, presidente di SSI Sport & Events, ha descritto questa edizione come la “versione veloce” del tour estivo. La competizione, pur mantenendo il legame con le discipline offshore e inshore del progetto, concentra la parte più impegnativa nella traversata non-stop da Genova a Trieste. Simoneschi ha enfatizzato la difficoltà di questa tratta, definendola “la tappa più hard”.