Partito con i galloni del favorito numero uno sulla rampa di lancio della vigilia, Remco Evenepoel lascia il Mondiale di ciclismo con un mix di amarezza, rassegnazione e l'orgoglio di chi non si è arreso fino all'ultimo metro. Per il campione belga è stata una giornata estremamente complicata e a tratti enigmatica: costantemente in affanno sulle salite più dure, staccato e costretto a inseguire più volte, Remco è riuscito a rientrare con i denti nel finale tentando persino qualche sortita, senza però mai dare l'impressione di poter davvero correre per la maglia iridata.

Al traguardo, le parole di Evenepoel riflettono una lucida consapevolezza: nessuna scusa, ma la constatazione di una giornata storta arrivata nel momento peggiore della stagione.

"Un ritmo terribile fin dall'inizio: non avevo le gambe"

La gara è stata caratterizzata da un'andatura forsennata fin dalle battute iniziali, un fattore che ha subito evidenziato le difficoltà del leader della nazionale belga.

"No, purtroppo oggi non sono stato davvero bene," ha ammesso candidamente Evenepoel. "C'è stato un ritmo terribilmente alto fin dal primo giro e ho sentito subito di non avere le migliori sensazioni. È davvero un peccato che sia successo proprio oggi. È stata una corsa molto strana, resa durissima dall'incredibile ritmo imposto dalla Francia fin dalle prime fasi."

L'andatura dei transalpini ha infatti svuotato le gambe di molti dei favoriti, finendo trasformare il Mondiale in una corsa di logoramento.

"Forse hanno finito per cuocere persino il loro stesso capitano [Paul Seixas, ndr]," ha sottolineato Remco. "Peccato aver avuto una giornata così brutta. Ma non ci sono scuse: semplicemente non ero abbastanza bravo. Purtroppo succede. Durante tutta la settimana le sensazioni erano state ottime, ma se potessimo scegliere in quali giorni stare bene sarebbe troppo facile."

Generosità e orgoglio: "Ho combattuto anche per i miei compagni"

Nonostante le difficoltà fisiche e una condizione lontana dai giorni migliori, il belga non ha alzato bandiera bianca. Con il supporto di un encomiabile Wout van Aert nel ruolo di gregario di lusso, Evenepoel ha tenuto duro, provando persino ad allungare nel finale quando la corsa sembrava ormai decisa.

"Ho combattuto e cercato di finire il più in alto possibile. L'ho fatto anche per rispetto dei miei compagni di squadra, che hanno lavorato sodo per me tutto il giorno. Certo, so bene che non appena accenno un attacco tutti mi saltano immediatamente a ruota, ma ci ho provato comunque."

Sguardo agli Europei: "Dovrò resettare in fretta"

Accantonata la delusione iridata, per il fenomeno belga è già tempo di proiettarsi al prossimo obiettivo stagionale: i Campionati Europei, in programma tra una sola settimana. La sfida principale, ora, sarà recuperare le energie fisiche e mentali dopo la fatica del Mondiale e le tossine del viaggio.

"Dovrò resettare rapidamente, non ci sono alternative," ha concluso Evenepoel.

"Tra una settimana saremo di nuovo al via. Non sarà una preparazione facile, tra il jet-lag e il lungo viaggio di rientro, ma stasera con il commissario tecnico faremo un piano dettagliato. Spero di stare molto meglio la prossima settimana, perché servirà la versione migliore di me."