L'avvicinamento alla diciottesima tappa della Vuelta a España 2026, la cruciale prova a cronometro individuale, si sta trasformando in un meticoloso lavoro d'ingegneria e dettagli per il team Movistar della maglia rossa Enric Mas. Sebbene lo scalatore spagnolo vanti un solido margine superiore ai due minuti sui primi inseguitori, Primož Roglič e Felix Gall, nelle sfide contro il tempo ogni singolo secondo (e ogni singolo watt) può fare la differenza per difendere il primato.

A lanciare il grido d'allarme, spiegando al contempo le contromisure adottate dalla squadra, è stato Iván Velasco, responsabile dello sviluppo tecnologico del team spagnolo, ai microfoni di CiclismoAlDía ed Eurosport.

Il "fardello" della maglia rossa

Vestire il simbolo del primato dà una spinta morale indiscutibile, ma dal punto di vista strettamente aerodinamico la divisa di leader rappresenta un'insidia imprevista. I body da cronometro impiegati solitamente dai corridori sono il risultato di mesi di test in galleria del vento, studi sui tessuti e soprattutto un fitting personalizzato al millimetro durante il periodo invernale.

L'impiego della maglia fornita dall'organizzazione della corsa rischia di alterare questi equilibri perfetti: "Cambiare maglia o indossare quella del leader è un piccolo handicap," ha ammesso Velasco. "Dietro la nostra divisa ci sono enormi studi. Più che il tessuto in sé, il fitting è fondamentale.

Qualsiasi piega o apertura in cui possa infiltrarsi l'aria crea turbolenza."

I numeri: fino a 8 watt e 20 secondi a rischio

Le stime fornite dal responsabile dello sviluppo del Movistar Team sono precise e spiegano la preoccupazione del quartier generale spagnolo. Se l'adattamento del body non risultasse perfetto, il deficit prestazionale potrebbe rivelarsi consistente:

"Se la vestibilità è impeccabile parliamo di differenze minime o del tutto equiparabili ai nostri standard. Ma se sorgono problemi aerodinamici, come pieghe inattese o sacche d'aria, possiamo lasciare per strada tranquilamente dai 5 agli 8 watt. Su un percorso di circa 50 chilometri, una perdita del genere può tradursi anche in 20 secondi di ritardo.

Qualcosa che vogliamo assolutamente evitare."

Per ovviare al problema, il personale della squadra ha già effettuato tre visite dedicate nella camera d'albergo del corridore balearico per rimodellare e cucire la maglia rossa direttamente sulla posizione aerodinamica assunta da Mas sulla bicicletta da crono.

La routine sui rulli e la preparazione alla prova decisiva

L'attenzione del team non si è limitata solo all'aspetto tessile. Per non perdere la familiarità con una posizione del corpo estremamente aggressiva e faticosa, diversa da quella da corsa su strada, Enric Mas ha svolto sedute quotidiane sui rulli utilizzando la propria bicicletta da cronometro durante la fase di defaticamento al termine di ogni tappa della Vuelta.

Con oltre due minuti di vantaggio in classifica generale, la maglia rossa resta ben salda sulle spalle dello scalatore spagnolo, ma a questo punto della corsa la Movistar sa bene che la vittoria finale si gioca anche sul filo dei tessuti e delle micro-turbolenze aerodinamiche.