Nel dibattito NFL seguito alle prime due settimane di stagione, un'analisi ha riletto cinque giudizi nati dopo la Week 1 e già messi in discussione dalla Week 2. Il tema è quello delle reazioni eccessive: alcune squadre, alcuni reparti e alcuni giocatori erano stati descritti come definitivamente lanciati o irrimediabilmente in crisi, ma il secondo turno ha cambiato il quadro.

Denver e Chicago, due correzioni di rotta opposte

La prima correzione riguarda l'attacco dei Broncos. Dopo la gara di Week 1 contro i Chiefs, Denver era apparsa confusa: difesa in difficoltà nei placcaggi, gioco di corsa poco efficace, Bo Nix impreciso e Jaylen Waddle quasi assente.

In Week 2, però, dopo un avvio ancora complicato e un intercetto di Nix nell'ultima azione del primo tempo, l'attacco ha reagito sotto 13-3. Il gioco a terra ha iniziato a funzionare, Nix ha preso decisioni migliori e Denver ha segnato 17 punti senza risposta, chiudendo poi la partita con un drive da 4:40 per consumare il cronometro contro la difesa dei Jaguars.

Il caso opposto è quello dei Bears. In agosto Ben Johnson aveva indicato l'obiettivo del "highest-scoring offense ever", traguardo che avrebbe richiesto 607 punti per superare i 606 dei Broncos del 2013. Dopo i 59 punti segnati in Week 1 contro Carolina, con il gioco di passaggio efficace e quello di corsa dominante, l'entusiasmo sembrava giustificato.

La Week 2 ha invece fermato Chicago: la difesa dei Vikings di Brian Flores ha limitato i Bears a tre punti, con un piano fondato su un'altissima frequenza di blitz che ha costretto Caleb Williams a trattenere il pallone e ha tolto ritmo all'attacco.

Patriots, Giants e Browns: giudizi già da rivedere

Anche il pessimismo sui Patriots è stato ridimensionato. Dopo la sconfitta di Week 1 contro la squadra che li aveva battuti al Super Bowl, con Drake Maye in difficoltà, l'infortunio alla caviglia di A.J. Brown e i problemi di Romeo Doubs, New England sembrava senza slancio. In Week 2, però, la difesa ha guidato un successo 20-3 contro gli Steelers, rendendo complicata la serata di Aaron Rodgers e dell'attacco di Pittsburgh.

La narrativa sui Giants, al contrario, è stata smontata. Dopo l'ottima prova contro una fragile dif