A New York, sabato 12 settembre 2026, si è scritta una nuova pagina nella storia del tennis: Elena Rybakina ha conquistato la finale femminile dello US Open, superando con determinazione Aryna Sabalenka sul prestigioso campo dell'Arthur Ashe Stadium. La giocatrice, accreditata come seconda testa di serie del torneo, ha prevalso con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-2, assicurandosi così il suo primo ambito titolo a Flushing Meadows e il terzo Slam della sua brillante carriera. Questa vittoria non solo le ha consegnato un trofeo prestigioso, ma ha anche posto fine al lungo e dominante regno di Sabalenka, che era stata campionessa uscente per due edizioni consecutive e aveva mantenuto la posizione di numero uno del mondo per ben 99 settimane ininterrotte.

Il servizio impeccabile e la tenuta mentale di Rybakina

La chiave del successo di Rybakina è stata una prestazione di altissimo livello al servizio, unita a un rovescio incisivo, elementi che le hanno permesso di chiudere l'incontro dopo due ore e 21 minuti di intensa battaglia. Il momento decisivo è arrivato sul secondo championship point, quando ha piazzato un dodicesimo ace impeccabile al centro del campo, sigillando una finale che aveva mantenuto un equilibrio precario fino all'inizio del terzo set. Nel corso della conferenza stampa post-partita, una visibilmente emozionata Rybakina ha espresso le sue sensazioni: "È difficile trovare le parole in questo momento. Arrivando a questo torneo stavo gestendo un po' un infortunio, ma in qualche modo tutto si è allineato dalla mia parte.

Voglio solo dire, Aryna, sei una grande campionessa, è così difficile giocare contro di te... Congratulazioni a te e al tuo team per l'incredibile lavoro che fate".

La nuova campionessa ha poi proseguito, rivolgendosi con gratitudine al pubblico presente: "Non riesco a trovare le parole, scusate. Voglio dire grazie a questo pubblico così bello per un'atmosfera così straordinaria. Sono venuta qui negli ultimi dieci anni e non era mai andata bene, niente di vicino a questo". Ha infine dedicato un pensiero speciale alla città ospitante: "Mi sto innamorando di New York sempre di più. Sono ricordi incredibili per me. Grazie a tutti voi per aver reso tutto questo possibile".

La reazione di Sabalenka e il crollo nel set decisivo

Il match ha visto fasi alterne di grande intensità. Nel primo set, Elena Rybakina ha trovato il break cruciale sul 3-2, approfittando di un doppio fallo commesso da Sabalenka. Ha poi saputo difendere con determinazione il vantaggio acquisito, anche quando la sua prima di servizio non la assisteva con la consueta efficacia. La tennista bielorussa, dal canto suo, ha mostrato evidenti segni di frustrazione, arrivando a colpire una palla verso il pubblico e ricevendo un warning per abuso di palla. Nel secondo parziale, tuttavia, Aryna Sabalenka ha dimostrato grande tenacia, resistendo nei momenti più difficili e riuscendo a strappare il servizio all'avversaria sul terzo set point a sua disposizione, riportando così la finale in una situazione di perfetta parità.

Nonostante la reazione, nel set decisivo Elena Rybakina ha ripreso saldamente il controllo del gioco. Ha conquistato un break fondamentale che l'ha portata sul 2-1, consolidando poi il vantaggio con autorità e allungando progressivamente fino al 5-2, una distanza che ha lasciato alla rivale ormai poche, se non nulle, possibilità di rientro. Al termine dell'incontro, Aryna Sabalenka, visibilmente provata e delusa dalla sconfitta, ha sfogato la sua amarezza distruggendo la racchetta sul cemento. Davanti al pubblico, ha trattenuto a stento le lacrime, riuscendo a pronunciare solo un breve ma sentito ringraziamento: "Grazie a tutti. Vi ringrazio per il vostro sostegno e per essere stati qui".