La sconfitta di Oregon contro Oklahoma State per 39-31, avvenuta nella Week 2 del college football, ha riportato il capo allenatore Dan Lanning sotto esame. I Ducks, classificati al sesto posto e considerati una contender nazionale per il titolo, arrivavano da un successo sofferto contro Boise State e non sono riusciti a fornire la risposta attesa sul campo dei Cowboys.
Un passo falso che pesa sulle ambizioni
Il risultato assume un peso significativo per le modalità con cui è maturato. Nonostante i ritardi dovuti alle condizioni meteorologiche abbiano prolungato la gara, offrendo potenzialmente a Oregon il tempo per riorganizzare il proprio piano di gioco e gestire le emozioni, la squadra non è riuscita a cambiare passo.
Il contesto aggrava ulteriormente il giudizio: Oregon aveva dominato lo stesso avversario l'anno precedente, segnando ben 69 punti, mentre Oklahoma State arrivava da una sconfitta subita contro Tulsa. Concedere 21 punti nel secondo quarto e perdere contro una squadra ritenuta inferiore è diventato un chiaro segnale d’allarme per un roster costruito con l'obiettivo di raggiungere le alte classifiche nazionali.
In questo scenario, rientra anche la figura di Dante Moore. La sua scelta di fare ritorno a Oregon, dopo una stagione che gli avrebbe comunque garantito prospettive elevate nel draft, si contrappone a un inizio in cui i Ducks sembrano disunirsi troppo presto. Non si tratta solamente di una sconfitta, ma del dubbio persistente tra il talento disponibile e il rendimento reale sul campo, un tema cruciale che accompagna Lanning nella valutazione della sua capacità di portare il programma fino al prestigioso titolo nazionale.
Il nodo Lanning tra buyout e storia recente
La discussione attuale non si configura come una richiesta immediata di esonero; parlare ora di licenziamento è considerato prematuro. Tuttavia, resta un dato economico rilevante: il buyout di Lanning, in caso di separazione senza giusta causa, è stimato in ben 56,73 milioni di dollari. Questa è una cifra che Oregon preferirebbe chiaramente destinare al rafforzamento del proprio roster piuttosto che a un tecnico non più alla guida della squadra.
Il nodo della questione è più ampio e affonda le radici nella storia recente del programma: grandi aspettative e l'obiettivo massimo del titolo spesso mancato. Vengono richiamate alla memoria la finale del CFP persa contro Ohio State, il BCS National Championship perso contro Auburn, il periodo in cui la squadra era numero uno due anni fa e la scorsa stagione conclusa al quinto posto, con due vittorie nei playoff prima del pesante stop subito contro Indiana nei quarti del CFP.
Per Lanning, la stagione è ancora aperta, ma sono necessarie risposte concrete e non sono ammessi altri passi falsi.
La cornice della sorpresa
Nell’approfondimento sul match, Oklahoma State ha festeggiato il primo successo di