Il clima in Belgio si scalda in vista della prova dei Mondiali di ciclismo del 27 settembre a Montreal. A far discutere è la rinuncia di Tim Wellens alla maglia della nazionale, una scelta che ha innescato la dura reazione dell'ex campione del mondo Philippe Gilbert. Attraverso i microfoni di RTL, Gilbert ha criticato senza mezzi termini la decisione del corridore della UAE Team Emirates: "Rispetto Tim, ma sono completamente in disaccordo con il suo ragionamento. Penso che sia completamente distaccato dalla realtà."
Le ragioni di Wellens e il retroscena
La rinuncia di Wellens nasce da un periodo complicato seguito al Tour de France, segnato da problemi di salute e stanchezza generale.
Saltato il Renewi Tour, il belga aveva stretto un accordo con la UAE per concentrarsi su altre gare di fine stagione dicendo no alla convocazione in nazionale per i Mondiali.
Tuttavia, l'inaspettata vittoria al Tour of Britain ha cambiato lo scenario: ritrovata la condizione ideale, Wellens sarebbe stato un elemento prezioso al servizio di Remco Evenepoel e Wout van Aert. Lo stesso Evenepoel lo ha contattato personalmente per convincerlo a ripensarci, ma senza successo. Wellens ha scelto di rispettare la parola data al proprio team: "So che la mia decisione è stata criticata, ma la mia squadra resta il mio datore di lavoro. Mi pagano loro."
L'affondo di Gilbert: "La patria viene prima del club"
Una giustificazione che non convince affatto Gilbert, per il quale la maglia della nazionale trascende qualsiasi contratto professionistico.
"Devi sempre restare fedele al tuo paese. Alla fine della carriera potresti aver avuto diversi datori di lavoro, ma il tuo paese sarà sempre il tuo paese."
Per avvalorare la sua tesi, il campione del mondo 2012 ha rievocato i Mondiali di Mendrisio 2009, quando corse da avversario contro il suo compagno di squadra alla Silence Lotto, Cadel Evans: "Cadel vinse il titolo per l'Australia e io arrivai sesto, ma in gara ho dato tutto quello che avevo per il Belgio."
Un'opportunità sprecata e ombre sul futuro
Gilbert sottolinea quanto sia incomprensibile rifiutare la convocazione in un'edizione in cui il Belgio si presenta al via con due punte assolute e con l'assenza di un rivale di peso come Tadej Pogačar: "In uno scenario da sogno come questo, con due leader in forma e un percorso adatto a entrambi, avrei sognato di esserci."
L'ex iridato ha infine sollevato un interrogativo sul futuro di Wellens in nazionale, chiedendosi se dopo un simile rifiuto la sua presenza in squadra per i prossimi appuntamenti internazionali debba ancora essere data per scontata: "Non gli ho mandato un messaggio, ma forse più tardi si renderà conto che questa è stata la scelta sbagliata."