Una qualifica amara per Max Verstappen al Gran Premio dell’Azerbaigian a Baku. Il pilota olandese ha concluso la sessione del 25 settembre 2026 all’ottavo posto, un risultato nettamente al di sotto delle aspettative, frutto di una combinazione di problemi tecnici, difficoltà nella gestione degli pneumatici e l’intervento delle bandiere gialle nelle fasi cruciali. Indicato come uno dei principali contendenti per la prima fila, al fianco di George Russell, Verstappen ha tagliato il traguardo con un distacco di 1,555 secondi dalla pole position, definendo la sua prestazione “non abbastanza buona”.
Il quadro generale del weekend era stato ben diverso fino a quel momento. Verstappen, vincitore a Baku l’anno precedente partendo dalla pole, aveva mostrato un passo promettente, superando Russell nelle ultime prove libere e consolidandosi come serio candidato per le posizioni di vertice. Nelle prime due fasi della qualifica, Q1 e Q2, aveva mantenuto il secondo riferimento, posizionandosi a soli 0,244 secondi dal pilota Mercedes. Tuttavia, è stato proprio nella decisiva Q3 che la sua qualifica si è irrimediabilmente compromessa, portandolo all’ottava piazza, un piazzamento che eguaglia il suo secondo peggior risultato stagionale e rappresenta il peggiore dalla gara giapponese di marzo.
Le difficoltà tecniche e il racconto di Verstappen
Max Verstappen ha fornito una spiegazione dettagliata delle problematiche incontrate, rivelando che le difficoltà erano iniziate ben prima della fase finale. “L'intera sessione di qualifica non è stata all'altezza delle aspettative”, ha dichiarato. “Già dalla Q1 il mio motore perdeva mezzo secondo sui rettilinei rispetto al mio compagno di squadra, una situazione inspiegabile che mi ha messo immediatamente sulla difensiva.”
La situazione è poi peggiorata ulteriormente in Q3 con un inconveniente alla batteria. “Nel mio giro centrale in Q3, uscendo dall’ultima curva, la batteria non si è caricata al 100 per cento. Questo mi ha costretto ad abortire il giro, il che significa perdere temperatura nelle gomme, e qui questo è micidiale”, ha aggiunto il pilota della Red Bull.
Il compagno di squadra, Isack Hadjar, ha invece dimostrato un’ottima performance, conquistando la quarta posizione in griglia, evidenziando il divario prestazionale all’interno del team.
L'impatto delle bandiere gialle e il bilancio finale
Il tentativo successivo di Verstappen non è riuscito a rimediare ai problemi. “Ho provato a mettere più temperatura possibile, ho provato a spingere nell’ultimo giro, naturalmente essendo penalizzato dalla velocità di punta”, ha spiegato. A complicare ulteriormente il finale di sessione è stata l’uscita di pista di Lando Norris alla staccata di curva tre, che ha causato l’esposizione delle bandiere gialle proprio davanti alla sua Red Bull. Questo evento gli ha impedito di migliorare ulteriormente il suo tempo, non riuscendo nemmeno a replicare il crono della Q2.
Con il tempo ottenuto in Q2, Verstappen si sarebbe qualificato sesto, posizionandosi dietro Norris e davanti a Lewis Hamilton.
Il giudizio complessivo di Verstappen sulla giornata è stato categorico: “Non è abbastanza. Per tutto il weekend stavamo andando davvero bene, la vettura”. La Red Bull, dal canto suo, sta valutando attentamente l'anomalia riscontrata al motore, che ha evidentemente compromesso la performance del suo pilota di punta in una qualifica che ha visto George Russell conquistare la pole position.