Alessandro Benetton, attuale Presidente di Edizione e Mundys e già Presidente di Benetton Formula, è stato ospite di High Performance, il podcast britannico condotto da Jake Humphrey e Damian Hughes. La puntata ha esplorato la stagione in cui Benetton Formula, partendo da una posizione di outsider, raggiunse i vertici della Formula 1. L’imprenditore ha ripercorso la singolare sfida di un team proveniente dal mondo dell’abbigliamento, inseritosi in un ambiente sportivo abituato a logiche e protagonisti consolidati.
Il fulcro del suo racconto è l’importanza di non accettare percorsi predefiniti.
Benetton ha sintetizzato questo approccio: “A volte, se vuoi trovare il tuo spazio, devi in qualche modo riscrivere le regole. Perché, se ti limiti a seguire le regole, segui una traiettoria già tracciata. E se segui quella traiettoria, c’è sempre qualcuno davanti a te”. La conversazione, ospitata da un podcast con oltre 800mila iscritti su YouTube e circa 656mila follower su Instagram, si inserisce in una serie che ha accolto figure di spicco da sport, business e spettacolo.
La strategia di un team controcorrente
Benetton ha ricordato lo scetticismo iniziale incontrato nel paddock della Formula 1. “All’inizio nel circus la gente rideva di noi perché non avevamo alcuna esperienza né un passato nel settore.
Venivamo dall’abbigliamento. Cosa potevamo saperne di ingegneria e motori?”, ha raccontato. Questa condizione di svantaggio ha generato la necessità di mettere in discussione le convenzioni e di ricercare soluzioni innovative. Il percorso che ha condotto alla conquista del titolo mondiale è stato il risultato di una cultura aziendale fondata sulla discontinuità e sulla capacità di non imitare i team più affermati.
Michael Schumacher: l'impatto decisivo
Tra le decisioni strategiche fondamentali, Benetton ha evidenziato l’ingaggio di Michael Schumacher. Del pilota tedesco ha sottolineato la precoce maturità agonistica e la straordinaria determinazione che emersero fin da subito. “Non lo intimidiva il fatto di essere molto giovane.
Non lo intimidiva il fatto di non avere esperienza, né si lasciava intimidire dagli altri campioni”, ha affermato Benetton. Schumacher, ha aggiunto, possedeva una capacità unica di elevare costantemente gli standard per l’intera squadra: “Settava lo standard. Dava il massimo. E ti diceva: “Mi aspetto che anche tu faccia lo stesso””. La sua presenza ha contribuito a forgiare una mentalità vincente in Benetton Formula.