La crisi dei Chicago Bears ha riacceso l'ipotesi di un scambio d'emergenza per riportare Khalil Mack a Chicago dai Los Angeles Chargers. L'idea è stata rilanciata il 13 ottobre 2026, dopo la sconfitta per 31-7 contro i Green Bay Packers nella quinta settimana e la sospensione di Montez Sweat per due partite. La difesa dei Bears, già provata da infortuni, soprattutto nella secondaria, perde ora il suo giocatore più costoso.
La spinta verso una mossa immediata
La sanzione a Sweat, sospeso due gare senza retribuzione per violazione della politica NFL sulle sostanze dopanti, ha accelerato la ricerca di un rinforzo.
Prima dello stop, Sweat contava due sack, quattro colpi sul quarterback e sette tackle. La pressione sul general manager Ryan Poles cresce: i Bears necessitavano già di un edge rusher aggiuntivo, e ora devono affrontare un vuoto tecnico in una fase delicata.
La proposta di scambio vedrebbe i Bears riacquisire Mack dai Chargers. Mack ha già giocato quattro stagioni a Chicago, con tre Pro Bowl. L'operazione sarebbe semplice: Mack ai Bears per una scelta al draft, ipoteticamente una terza. Un costo significativo ma sostenibile per una squadra "win-now". Nonostante possa essere divisiva, la sua logica sportiva è evidente.
Il valore tecnico di Mack e il nodo Chargers
Khalil Mack, pur non essendo più al culmine della carriera, resta un difensore produttivo.
Le sue statistiche recenti includono tre sack, 15 tackle, cinque placcaggi con perdita di yard (tackle for loss), cinque colpi sul quarterback e 14 pressioni, con un PFF di 75,8 (ventiseiesimo tra 106 edge rusher). Per Chicago, sarebbe una mossa da squadra "win-now", cruciale in vista delle gare contro Falcons e Patriots. Attendere la deadline potrebbe abbassare il costo, ma aumenterebbe il rischio tecnico a breve termine.
Per i Chargers, la situazione è critica con un record di 0-5 dopo la quinta settimana. Los Angeles si trova in una chiara difficoltà.