Un'analisi del 13 ottobre 2026 ha spostato il focus sul futuro dei Los Angeles Dodgers, evidenziando come l'età avanzata del loro nucleo di stelle rappresenti una sfida più significativa di un eventuale salary cap. Dopo le prime due sconfitte nella NLCS contro Milwaukee, la squadra, pur restando competitiva e campione in carica per due anni consecutivi, non è più percepita come la superteam che molti immaginavano. Il problema non è meramente economico, ma risiede nel logoramento di un roster costruito in larga parte attraverso ingenti operazioni di mercato.
Un gruppo costoso e sempre meno giovane
I Dodgers si trovano in una posizione critica, avendo perso le prime due gare della serie a Milwaukee. Sebbene la corsa non sia ancora chiusa, la squadra deve ora vincere quattro delle successive cinque partite contro i Brewers, che hanno concluso la stagione regolare con 103 vittorie. Il modello di costruzione del roster, basato su firme pesanti in free agency, ha indubbiamente portato a risultati immediati, inclusi due titoli consecutivi. Tuttavia, questo approccio espone la franchigia all'inevitabile declino fisico e tecnico dei suoi veterani. Tra i contratti più onerosi e a lungo termine figurano quelli di Shohei Ohtani (dieci anni e 700 milioni di dollari, con 680 differiti), Yoshinobu Yamamoto (dodici anni e 325 milioni), Kyle Tucker (quattro anni e 240 milioni), Blake Snell (cinque anni e 182 milioni), Freddie Freeman (sei anni e 162 milioni), Tanner Scott (quattro anni e 72 milioni), Edwin Díaz (tre anni e 69 milioni) e Teoscar Hernández (tre anni e 66 milioni).
La vera questione, al di là dell'entità della spesa, è l'anagrafe dei giocatori chiave. Shohei Ohtani ha 32 anni, Blake Snell e Tyler Glasnow ne hanno 33, Mookie Betts e Teoscar Hernández 34, Will Smith 31 e Freddie Freeman 37. Anche i giocatori non acquisiti tramite free agency hanno ricevuto estensioni contrattuali significative: Betts percepirà oltre 25 milioni di dollari per ciascuno dei prossimi sei anni, Smith è al terzo anno di un accordo decennale da 140 milioni, e Glasnow ha ancora una stagione garantita nel suo contratto quinquennale da 136 milioni. Il rendimento di giocatori come Tucker, Freeman, Betts e Smith nel 2026 è stato descritto come potenzialmente il peggiore delle rispettive carriere.
Snell e Glasnow, pur rimanendo lanciatori di vertice, hanno mostrato problemi di continuità fisica, mentre Hernández alterna momenti positivi a prestazioni meno brillanti ed è considerato fragile in difesa.
Il salary cap non cancellerebbe il vivaio
Un eventuale salary cap, pur riducendo la flessibilità economica di Los Angeles, già impegnata da contratti pluriennali e differimenti, non annullerebbe la capacità dell'organizzazione di sviluppare talenti interni. Il vero ostacolo, tuttavia, è che molti giocatori costosi stanno già mostrando segni di regressione. Senza un improbabile ritorno ai livelli migliori da parte di Betts, Freeman, Smith e altri, i Dodgers potrebbero faticare a raggiungere nuovamente le World Series, indipendentemente dall'introduzione di un salary cap.
La finestra competitiva per questo nucleo storico potrebbe essere prossima alla chiusura, con l'età, i contratti pesanti, i possibili ritiri e le nuove regole economiche che potrebbero ridefinire il futuro della squadra.