Il giorno dopo il tiratissimo finale della gara su strada ai Campionati Europei di ciclismo di Lubiana, Giulio Ciccone ha scelto i social media per sfogare la propria amarezza. Nel suo messaggio, pur congratulandosi con il vincitore Remco Evenepoel, l'azzurro ha messo apertamente in dubbio l'immagine ufficiale del fotofinish, chiedendo chiarimenti e sostenendo che la foto non rispecchiasse la linea d'arrivo reale. Un'uscita che dal Belgio ha sollevato immediate reazioni critiche, finendo per dipingere lo scalatore abruzzese come un "cattivo perdente".

Tra le repliche più incisive c'è quella del noto giornalista e radiocronista belga Renaat Schotte, che ha commentato direttamente sotto un post della pagina Instagram di WielerFlits, stroncando le perplessità dell'italiano con un misto di ironia e precisione tecnica:

«È incomprensibile come tu possa essere un ciclista professionista al vertice del mondo per tanto tempo e ancora non sapere come funziona il fotofinish. La foto È il traguardo, Giulio!»

Tecnologia digitale e margini d'errore zero

Schotte ha spiegato dettagliatamente come la tecnologia moderna renda pressoché impossibili sviste o manipolazioni di questo tipo, a differenza dell'era analogica:

«Con i dispositivi digitali attuali il margine di errore è stato praticamente azzerato, anche grazie ai rigidi protocolli a cui gli operatori devono attenersi.

Ai Campionati Europei in Slovenia c'erano persino due strutture di rilevamento indipendenti che hanno dato esattamente lo stesso esito: in questi casi il bianco rimane bianco e non diventa mai nero».

Secondo le misurazioni ufficiali della federazione ciclistica europea (UEC), la differenza tra i due sul traguardo è stata di appena 0,0002 secondi, tradotti in un distacco reale di tre millimetri a favore di Evenepoel.

Gli ex aequo esistono, ma non a Lubiana

Per dimostrare l'imparzialità dei giudici, Schotte ha ricordato come la giuria non si periti a dichiarare una vittoria o un podio a pari merito quando le immagini non offrono certezze assolute:

  • Mondiali di Melbourne 2010: Dietro a Michael Matthews e John Degenkolb, l'americano Taylor Phinney e il canadese Guillaume Boivin tagliarono il traguardo nello stesso identico istante. Il fotofinish non mostrò alcuna differenza e la giuria assegnò la medaglia di bronzo ex aequo a entrambi.

  • Umag Classic 2026 (4 marzo): Nella gara croata di categoria 1.2, dopo un'iniziale assegnazione ad Adam Bradáč, l'analisi approfondita del fotofinish convinse la giuria dell'impossibilità di distinguere chi avesse passato per primo il traguardo tra lui e Dušan Rajović. Risultato: vittoria condivisa per entrambi.

Il verdetto finale: «3 millimetri sono 3 millimetri»

In Slovenia, tuttavia, la linea d'arrivo ha espresso un verdetto chiaro e incontrovertibile, per quanto minimo.

Schotte ha quindi chiuso il suo intervento con una stoccata diretta ma diplomatica verso l'abruzzese:

«Ma Giulio, 3 millimetri sono 3 millimetri... e allenati un po' di più con il colpo di reni! In ogni caso, grazie per aver reso tutto così emozionante: è stata una grande propaganda per il ciclismo. Mille grazie a Giulio e Remco!»