La Cisl esprime un giudizio favorevole sull'ipotesi di trasferire a Fano il progetto del crematorio inizialmente previsto ad Ancona. Questa posizione è stata ufficializzata il 15 ottobre 2026 ad Ancona dai rappresentanti sindacali Maurizio Andreolini (per Pesaro Urbino), Luca Talevi (per Ancona) e Claudio Giuliani (della Fit Cisl Marche). Per i tre esponenti, l'eventuale ingresso del Comune dorico nell'impianto fanese rappresenterebbe un'"ottima notizia".
La dichiarazione della Cisl giunge in seguito alla conferma da parte del sindaco di Ancona, Daniele Silvetti, dell'esistenza di interlocuzioni con Fano.
Questo confronto si è reso necessario dopo il dietrofront dell'amministrazione anconetana sull'area di Tavernelle e l'accantonamento definitivo dell'ipotesi Bolignano. Al centro delle discussioni vi è la possibilità di utilizzare e potenziare la struttura già esistente a Fano, evitando così la costruzione di un nuovo impianto nel territorio anconetano.
I vantaggi secondo la Cisl
Secondo il sindacato, l'ampliamento dell'impianto fanese consentirebbe ad Ancona di evitare un ulteriore consumo di suolo legato a una nuova edificazione. Per Fano, questa soluzione porterebbe a una maggiore efficienza di una struttura già considerata moderna, dotata di maestranze altamente professionali e annoverata tra le più efficienti delle Marche.
La Cisl valuta positivamente anche le aperture manifestate dal sindaco di Fano, Luca Serfilippi, e dal presidente di Aspes, Pieri. Andreolini, Talevi e Giuliani sottolineano come questa ipotesi rappresenterebbe la "prima vera forte collaborazione" tra le tre maggiori città delle Marche. Il sindacato vede in questo caso un potenziale modello replicabile per altri servizi pubblici, ribadendo il proprio sostegno ai processi di aggregazione volti ad aumentare la competitività.
Il dibattito in Consiglio comunale ad Ancona
Il tema del nuovo tempio crematorio, destinato a servire l'area vasta tra Ancona e Fano, è stato oggetto di discussione nel Consiglio comunale di Ancona il 13 ottobre 2026. L'assessore Stefano Tombolini e il sindaco Daniele Silvetti hanno risposto alle interrogazioni presentate dai consiglieri di minoranza Carlo Pesaresi (di Diamoci del Noi) e Susanna Dini (del Pd).
Durante il confronto consiliare, l'amministrazione ha chiarito che la sospensione dei contratti relativi all'impianto di Tavernelle è stata una mossa necessaria per poter valutare soluzioni alternative. L'ipotesi Bolignano è stata definitivamente esclusa a causa di criticità emerse. L'attenzione si è quindi spostata sull'opzione Fano, dove un impianto esistente potrebbe essere ampliato. L'amministrazione ha anche considerato un possibile ingresso del Comune di Ancona nella società Adriacom, che gestisce la struttura fanese, con l'obiettivo di contenere i costi e garantire tariffe agevolate anche per i cittadini anconetani.
Tuttavia, l'opposizione, rappresentata dai consiglieri Pesaresi e Dini, ha espresso riserve, contestando la mancanza di atti concreti, tempistiche definite e progetti chiari. Per la minoranza, la situazione attuale si configura unicamente come una serie di "interlocuzioni", senza un percorso decisionale ancora formalizzato.