La tennista statunitense Coco Gauff si è trovata al centro di una duplice controversia, rispondendo con fermezza alle accuse di scorrettezza e agli abusi razzisti ricevuti online. La vicenda ha avuto origine da un episodio discusso durante il suo match al China Open contro Sun Xinran, un evento che ha generato un'ampia discussione sia sul campo che, successivamente, sui social media.

Il caso, rilanciato anche attraverso un contenuto video dedicato il 13 ottobre 2026, ha ricostruito la reazione della giovane atleta e il clima di tensione seguito alla partita.

Al centro della polemica vi è stato un punto rigiocato che ha trasformato un semplice momento di gioco in un confronto ben più ampio e acceso.

Gauff è stata oggetto di contestazioni da parte di alcuni utenti per aver segnalato un disturbo durante lo scambio decisivo. Questo episodio ha portato alla decisione arbitrale di far ripetere il punto, una scelta che ha innescato un'ondata di critiche. Tuttavia, la discussione post-partita non si è limitata all'interpretazione regolamentare dell'accaduto. La giocatrice ha infatti denunciato pubblicamente la ricezione di numerosi messaggi e commenti a carattere razzista online, evidenziando una deriva preoccupante della polemica.

La ferma replica di Coco Gauff

Nel respingere con decisione le accuse, Coco Gauff ha tracciato una chiara linea di demarcazione tra la critica sportiva e l'attacco personale. Il suo messaggio, diffuso con grande risonanza, è stato inequivocabile: "Hey everyone, you can dislike me or disagree about what happened without being racist. the amount of racist comments/dms I’ve received in the last few hours is insane. Lastly, I‘m not a cheater or a thief". Con queste parole, la tennista ha categoricamente negato di aver cercato qualsiasi vantaggio irregolare, sottolineando di aver agito sempre nel pieno rispetto delle regole del gioco.

La sua posizione è stata ulteriormente rafforzata da una spiegazione dettagliata dell'episodio contestato.

Gauff ha ribadito di aver semplicemente "following the rules" e ha fornito la sua versione dei fatti riguardo al disturbo visivo. Ha spiegato di aver notato un "flicker in the beginning of the point" ma di non essere stata inizialmente certa di ciò che aveva visto. Solo quando il lampeggiamento si è ripresentato, prima che l'avversaria colpisse la palla, si è sentita sicura e ha alzato le mani per segnalare l'anomalia.

Per Gauff, la situazione è stata sfortunata e completamente al di fuori del suo controllo, come ha evidenziato con la frase "I did not make them", riferendosi ai lampeggiamenti. La sua difesa si è concentrata sulla trasparenza e sull'aderenza ai protocolli, respingendo ogni insinuazione di malafede.

Il punto contestato e lo svolgimento del match

L'episodio cruciale che ha scatenato la controversia si è verificato nel primo set del match al China Open, in un momento delicato per Coco Gauff, che si trovava sotto nel punteggio per 5-4. Durante lo scambio, Sun Xinran ha proseguito l'azione e ha concluso il punto con un vincente. Tuttavia, a seguito della segnalazione di Gauff e di un successivo controllo video, l'arbitro ha preso la decisione di far ripetere il punto. La motivazione di tale scelta è stata l'interferenza causata dal lampeggiamento dei tabelloni pubblicitari, un elemento esterno che ha compromesso la regolarità dello scambio.

Questo punto rigiocato ha avuto un impatto significativo sull'andamento del set e, di conseguenza, della partita, alimentando le discussioni sulle dinamiche di gioco e sull'applicazione delle regole in situazioni impreviste.

La reazione online, con gli abusi razzisti, ha poi allargato la portata della polemica ben oltre i confini del campo da tennis, trasformando un incidente sportivo in un dibattito più ampio su etica, sportività e comportamento sui social media.