La leggenda della ginnastica artistica, Nadia Comăneci, è stata ospite al Festival dello Sport di Trento il 3 ottobre 2026. In un incontro dedicato alla sua straordinaria carriera, la campionessa romena ha dialogato con Juri Chechi, ripercorrendo i momenti salienti del percorso che la condusse al primo storico 10 olimpico, ottenuto ai Giochi di Montreal del 1976.
Il racconto è partito dal celebre punteggio perfetto, apparso in modo anomalo sul tabellone per un limite tecnico dello strumento. Comăneci ha ricordato la reazione davanti al risultato con le parole: “Cosa c'è di male nella mia routine?”.
Quel 10 non rimase un episodio isolato: a Montreal, il punteggio massimo arrivò sette volte, legato a quello che la ginnasta ha definito “Nadia's touch”, spiegando: “È un tocco diverso dall'esercizio sui libri”.
Il lavoro dietro al punteggio perfetto
Nel passaggio dedicato agli allenamenti, Comăneci ha collegato la perfezione in gara agli innumerevoli errori, alle cadute e agli anni di preparazione. Ha richiamato l'idea che gli 80 secondi di una routine non possano essere letti come un percorso sempre lineare, poiché il risultato finale comprende prove, sbagli e correzioni. Ha ricordato anche due salti che portano il suo nome, nati da errori poi ricostruiti attraverso il lavoro tecnico.
La ginnasta ha ripercorso anche l'incontro con l'allenatore Béla Károlyi, che la notò mentre faceva la ruota fuori da scuola e la indirizzò verso la palestra.
Ai giovani atleti ha rivolto un invito a costruire le basi tecniche senza saltare i passaggi iniziali, richiamando l'importanza dell'ABC nello sviluppo sportivo. Il racconto ha mantenuto il centro sulla formazione, sulle cadute e sul tempo necessario per arrivare a un esercizio di alto livello.
La carriera olimpica e i momenti personali
Nel percorso olimpico di Comăneci figurano nove medaglie complessive: cinque ori, tre argenti e un bronzo. Ai Giochi di Montreal del 1976 vinse l'oro nel concorso generale individuale, alle parallele asimmetriche e alla trave, oltre all'argento con la squadra romena e al bronzo al corpo libero. Quattro anni dopo, ai Giochi di Mosca del 1980, ottenne altri significativi risultati olimpici, consolidando la sua posizione tra le più grandi atlete di tutti i tempi.