L'Eurolega ha respinto l'offerta della NBA al termine dell'incontro dei proprietari dei club, riuniti il 6 ottobre 2026 a Villa d'Este, a Cernobbio, a Como. La proposta della lega americana non è stata accolta, ma il confronto non si interrompe: il dialogo tra le parti resta aperto e la trattativa potrebbe proseguire se arriveranno nuove condizioni.
La valutazione dell'offerta è il punto centrale. I club di Eurolega l'hanno giudicata "non accettabile" per ragioni economiche (troppo bassa) e di governance. Durante la riunione, durata più di tre ore, un dirigente avrebbe definito la proposta "Colonialista".
All'esterno di Villa d'Este, è prevalsa la linea del silenzio, con bocche cucite sui dettagli del confronto.
Franchigie ed espansione: il piano Eurolega prosegue
La decisione non ha comportato una chiusura definitiva verso la NBA. L'Eurolega, infatti, non ha deliberato sull'espansione da 20 a 24 squadre né sulla creazione delle franchigie, pur in presenza di un accordo di massima tra gli azionisti. Questa scelta è necessaria per mantenere aperto il canale con la lega americana, evitando una rottura immediata.
I proprietari hanno però stabilito di andare avanti con il processo di conversione delle attuali licenze decennali in franchigie per i tredici club azionisti dell'ECA, tra cui l'Olimpia Milano.
Confermato anche l'indirizzo di proseguire l'espansione delle franchigie. Su otto posti disponibili, quattro società italiane risultano interessate: Virtus Bologna, Napoli, Bc Roma e Roma Maxima.
Le prossime mosse del Board ECA
Il percorso resta aperto su due fronti: la costruzione interna della nuova Eurolega e il negoziato con la NBA. Entro un mese il Board dell'ECA presenterà una raccomandazione per la scelta finale sulle nuove franchigie. Non è escluso che gli otto posti non vengano assegnati tutti subito. La linea filtrata dai club è netta: "Non possiamo fermare i nostri progetti per la Nba". Allo stesso tempo, la trattativa non è archiviata e un rilancio della lega americana rimane possibile.