Un problema software ha scosso il Bahrain Grand Prix in Malaysia, a Sepang, prima della partenza. Dopo un temporale e pista bagnata, la procedura è stata ritardata. Il caos è scoppiato nei giri di formazione dietro la safety car: Max Verstappen e Lewis Hamilton hanno riscontrato difficoltà, con vetture sparse e velocità anomale. Il malfunzionamento, legato alle impostazioni speciali per il bagnato, impediva ad alcune auto, quasi ferme, di riaccelerare.

Le critiche dei piloti e la risposta della FIA

Verstappen ha evidenziato la complessità del software: “Quando c’è un errore, quello è il problema.

L’ho innescato io”. Hamilton ha descritto la scena come “la gara dei Lego!”, dovendo riavviare l'auto. Kimi Antonelli ha descritto la confusione: “Eravamo in cinque affiancati sul rettilineo, non capivamo cosa stesse succedendo”.

La sospensione è durata 48 minuti. Nikolas Tombazis della FIA ha chiarito che le “impostazioni software speciali” per il bagnato, testate, non avevano previsto quelle condizioni di bassissima velocità. La FIA ha individuato rapidamente il bug, discusso con i team e distribuito una correzione d'urgenza, consentendo il riavvio della procedura.

I piloti hanno espresso forte critica. George Russell ha definito la giornata “confusa” e “non molto F1”. Sergio Perez ha giudicato l'accaduto “totalmente inaccettabile”, paragonandolo ai kart a noleggio. Charles Leclerc ha osservato: “Non è abbastanza”. Verstappen, pur vincendo, ha ribadito le sue critiche alla complessità tecnologica.