Un finale da batticuore sul traguardo di Lubiana incorona Remco Evenepoel nuovo Campione d'Europa. Il fenomeno belga completa così una straordinaria collezione di titoli che lo vede ormai mettere in bacheca maglia iridata, oro olimpico e titolo continentale sia della crono che della corsa in linea. Ma la prova in linea Élite maschile regala uno spettacolo indimenticabile anche per i colori azzurri, con un monumentale Giulio Ciccone d'argento a un soffio dal colpaccio e un tostissimo Christian Scaroni sul terzo gradino del podio.
🥵 UN FINAL DE PELÍCULA
🏆 𝐑𝐞𝐦𝐜𝐨 𝐄𝐯𝐞𝐧𝐞𝐩𝐨𝐞𝐥 gana el Europeo en ruta a Ciccone con una remontada agónica en el esprint y un desenlace de foto finish #EuroRoad26 #LaCasadelCiclismo pic.twitter.com/3Rf9YCXsPC
— Eurosport.es (@Eurosport_ES) October 4, 2026Fuga d'inizio e la mossa azzurra
La prima parte di gara, pianeggiante e lineare, si è svolta senza scossoni con la formazione della prima fuga di giornata: Luka Mezgec, Josef Cerny, Tiago Antunes, Jochen Kerckhaert, Fabian Weiss e Jakob Soderqvist hanno guadagnato margine sul gruppo, gestendo la prima fase della corsa.
La musica è cambiata radicalmente all'ingresso nel circuito finale, da ripetere per cinque volte e caratterizzato dall'insidiosa salita di Mozjanca (2 km al 10% di pendenza media).
Al secondo passaggio è stata la Nazionale italiana a prendere con decisione l'iniziativa, imponendo un ritmo sostenuto che ha frantumato il gruppo. Un'azione a cui ha fatto eco, nel giro successivo, la nazionale belga: l'alleanza d'interessi tra Italia e Belgio ha avuto il chiaro obiettivo di indurire la gara ed eliminare lo spauracchio Mads Pedersen, il favorito numero uno in caso di arrivo a ranghi compatti.
Bagarre e il colpo di scena
Nel corso del quarto giro la fatica accumulata ha fatto esplodere la corsa. Sulla salita di Mozjanca è stato Giulio Ciccone a far saltare il banco con un attacco secco. Sulla sua ruota si è fiondato immediatamente Remco Evenepoel che ha rilanciato con grande energia, ma proprio mentre l'azione si faceva decisiva, il belga è scivolato in un'insidiosa curva a destra.
Ciccone si è trovato da solo al comando nel tratto di saliscendi in cima alla scalata; l'abruzzese ha però preferito non spendere troppe energie in solitaria, attendendo il rientro del primo gruppetto di inseguitori composto da una decina di unita, tra cui Primoz Roglic, Christian Scaroni e un caparbio Evenepoel, prontamente rialzatosi dopo la caduta.
L'affondo decisivo e la tattica azzurra
Nella successiva discesa, Evenepoel ha nuovamente attaccato a tutta. Ciccone è stato il più reattivo a incollarsi alla sua ruota e i due hanno trovato subito un ottimo accordo, scavando il solco decisivo sugli inseguitori. Alle loro spalle il gruppo si è sfaldato: il francese Mathys Rondel è partito al contrattacco seguito a ruota da Christian Scaroni.
L'azzurro, dopo essere rimasto coperto a ruota, ha piazzato la stoccata vincente in salita staccando Rondel e mettendosi in caccia solitaria del podio.
Nel frattempo in testa alla corsa, dopo l'ultimo passaggio in salita, Ciccone ha smesso di collaborare con Evenepoel, facendo leva sulla presenza del compagno Scaroni alle loro spalle. Una scelta tattica che ha innervosito non poco il fuoriclasse belga, costretto a farsi carico di tutto il lavoro nel finale.
Volata al fotofinish: questione di centimetri
Si è arrivati così a un finale ad altissima tensione sportiva. All'ingresso dell'ultima curva, Ciccone ha sorpreso Evenepoel con una traiettoria impeccabile, superandolo e guadagnando un paio di metri fondamentali per lanciare lo sprint in testa.
Sul rettilineo d'arrivo il belga ha espresso tutta la sua potenza, dando vita a una rimonta furiosa a velocità doppia.
I due sono piombati sul traguardo appaiati: il fotofinish ha premiato Evenepoel per questione di pochissimi centimetri, consegnandogli la maglia stellata.
Un argento un po' amaro per Giulio Ciccone, autore di una prova maiuscola per intelligenza e coraggio, ma mitigato dal grande risultato di squadra: a completare la festa azzurra è arrivato il bellissimo bronzo di Christian Scaroni, bravissimo a resistere fino alla fine al ritorno degli ultimi inseguitori con Skujins al quarto posto.