Isack Hadjar si trova ad affrontare la fase più critica del suo percorso in Red Bull, in un confronto diretto con il pluricampione Max Verstappen. Un'analisi recente, pubblicata il 19 ottobre 2026, descrive la sua traiettoria finora come positiva: Hadjar ha saputo reggere il paragone con un compagno di squadra che negli ultimi anni ha messo in seria difficoltà piloti del calibro di Pierre Gasly, Alex Albon, Sergio Perez, Liam Lawson e Yuki Tsunoda. Un segnale di fiducia nel suo potenziale è l'accordo già siglato per la stagione 2027.

La sfida per chi condivide il box con Verstappen non risiede in presunte strategie del team a sfavore del secondo pilota, bensì nell'eccezionale velocità dell'olandese.

Hadjar ha conquistato il 52,4% dei punti del suo compagno, un dato che non include le tre gare saltate a causa di una frattura al polso. Questo risultato è considerato rispettabile nel contesto Red Bull: l'ultimo pilota a superare tale soglia è stato Sergio Perez nel 2022, con il 67,2%. Tra i sedici confronti interni stagionali di Verstappen, quello di Hadjar si posiziona come il sesto migliore. Anche in qualifica, considerando i raffronti "puliti", il suo distacco medio si attesta a poco più di due decimi, un margine relativamente contenuto.

Il credito di Hadjar e le sue ambizioni

Hadjar ha saputo costruire un solido credito grazie alle sue prestazioni, che includono due podi. Non ha mai nascosto né la sua soddisfazione né la capacità di autocritica.

Dopo un avvio di stagione con pochi test pre-campionato, aveva descritto il suo inizio come "a bit better than I wanted", ovvero "un po' meglio di quanto mi aspettassi". A luglio, il passaggio in Red Bull era stato definito "an easy switch", un "cambio facile". Prima della pausa estiva all'Hungaroring, aveva riconosciuto l'abilità di Verstappen, affermando che "how well he [Verstappen] is managing the races is on a different level", cioè "il modo in cui lui [Verstappen] gestisce le gare è su un altro livello".

Il pilota ha poi approfondito la sua esperienza: "It started a bit tricky. The first couple of rounds, I feel like I was doing the easy stuff really wrong and the tough things, like being quick, in the rhythm and not too far from Max, really well.

Since the last couple of rounds, I think I've found some consistency, and in the team we've fixed a few issues that make our life easier. It's a lot easier when the car is reliable. When it's performing, it's easy to achieve results. It's good, but at the same time I would love to have a race where I can actually fight for a real podium, and that's the next target". Traducendo, Hadjar ha spiegato che l'inizio è stato "un po' difficile". Nelle prime gare, sentiva di sbagliare le cose semplici, mentre riusciva bene nelle sfide più complesse, come essere veloce, trovare il ritmo e non essere troppo lontano da Max. Nelle ultime gare, ha trovato maggiore consistenza, e il team ha risolto alcuni problemi che hanno semplificato il lavoro.

Ha sottolineato come sia più facile ottenere risultati quando la vettura è affidabile e performante, ma il suo obiettivo rimane quello di lottare per un "vero podio".

A Baku, Hadjar ha concretizzato parte di questo obiettivo: ha ottenuto un quarto posto in qualifica e un terzo posto in gara, posizionandosi anche davanti a Verstappen in qualifica, seppur quest'ultimo avesse riscontrato un problema alla power unit. Il podio conquistato è stato da lui stesso definito "first proper podium on pure pace", ovvero il "primo vero podio ottenuto con la pura velocità". Questo risultato sottolinea ulteriormente il suo potenziale e la sua capacità di adattamento.

Il rendimento di Isack Hadjar rimane solido, ma l'introduzione di un nuovo equilibrio nella RB22 potrebbe alzare ulteriormente il livello del confronto interno con Max Verstappen, ponendo il giovane pilota francese di fronte a un esame sempre più stringente.