L'alpinista Hans Kammerlander ha commemorato Reinhold Messner in occasione del 40° anniversario della storica impresa che vide Messner completare la prima salita di tutti i 14 ottomila del mondo. La notizia, giunta da Bolzano, evidenzia il profondo legame tra i due celebri alpinisti altoatesini, uniti da numerose spedizioni himalayane. Messner, che a settembre ha compiuto 82 anni, è stato omaggiato da Kammerlander, il quale, prossimo ai 70 anni il 6 dicembre 2026, si trova attualmente in un trekking in Bhutan.
Il tributo di Kammerlander si concentra sul ruolo fondamentale di Messner nelle loro spedizioni congiunte.
«Reinhold Messner è stato per me un grande maestro e una fortuna», ha affermato Kammerlander. Ha sottolineato come Messner, «allora, quando io rischiavo sempre tutto, lui usava la testa e in questo modo portava le nostre spedizioni a un lieto fine». Questo profilo di Messner include anche la sua celebre salita senza ossigeno sull’Everest, seguita da una discesa con gli sci, prova della sua lucidità e prudenza in quota.
Le imprese condivise e l'evoluzione dell'alpinismo
Tra le salite compiute insieme a Messner, Kammerlander ha ricordato il Lhotse e le due traversate dei Gasherbrum, considerate imprese eccezionali per l'epoca. Il suo ricordo si lega al 40° anniversario del completamento dei 14 ottomila da parte di Reinhold Messner, un traguardo che ha segnato un'intera stagione dell'alpinismo himalayano, caratterizzata da spedizioni audaci, percorsi lunghi e condizioni ambientali estreme.
Confrontando le spedizioni di allora con quelle attuali, Kammerlander ha evidenziato una netta distinzione nel rapporto con la montagna e con i territori. «Prima vedevamo solo la vetta», ha spiegato, «mentre oggi conosciamo e viviamo direttamente la popolazione e la cultura locale». Il suo ricordo abbraccia così sia la dimensione sportiva sia l'esperienza dei luoghi, un aspetto che trova riscontro nel trekking in Bhutan che lo vede attualmente impegnato.
Il primato storico dei 14 ottomila
Il primato celebrato in questo anniversario riguarda le 14 montagne del mondo che superano gli 8.000 metri di altitudine. Reinhold Messner divenne il primo uomo a scalarle tutte, un'impresa culminata il 16 ottobre 1986 con il raggiungimento della vetta del Lhotse, una montagna di 8.516 metri al confine tra Nepal e Tibet.
Il suo straordinario percorso verso questo risultato era iniziato nel giugno del 1970 e si concluse proprio con la decisiva salita del Lhotse.
Il Lhotse rappresenta, dunque, il punto finale e simbolico del percorso ricordato da Kammerlander. Le vette che superano gli ottomila metri sono note per collocarsi nella cosiddetta «zona della morte», un ambiente estremo dove le funzioni fisiologiche umane sono messe a dura prova.