Lando Norris partirà dall'ottava posizione nel Gran Premio degli Stati Uniti di Formula 1, sul complesso Circuit of the Americas. La sua sessione di qualifiche ha messo in luce la notevole velocità della McLaren, ma al contempo ha evidenziato un equilibrio estremamente precario e complesso da gestire. Nonostante un ritmo che avrebbe potuto consentire di puntare alla prima fila, una combinazione di forte vento e violazioni dei track limits ha irrimediabilmente compromesso la sua prestazione in Q3.

La Q3: tra potenziale inespresso e frustrazione

Norris aveva iniziato la sessione con un passo promettente, arrivando persino al vertice della Q1.

Tuttavia, nella fase decisiva della Q3, il pilota britannico non è riuscito a concretizzare il giro perfetto. Il suo primo tentativo è stato significativamente condizionato da una raffica di vento nel settore finale, mentre il secondo, e potenzialmente più rapido, è stato annullato per il superamento dei limiti della pista alla curva 19. Sebbene il tempo cancellato lo avrebbe posizionato solo due posti più avanti, in sesta piazza, Norris ha chiarito che il potenziale reale della vettura era ben più elevato. "La macchina era molto forte oggi in termini di passo, ma estremamente difficile da guidare, probabilmente la più difficile che abbia mai guidato nella mia vita", ha dichiarato con frustrazione.

Ha poi ammesso con grande sincerità: "Era abbastanza buona per la P2, quindi avrei dovuto essere P2, ma sono P8: chiaramente oggi ho fatto un pessimo lavoro". Il suo compagno di squadra, Oscar Piastri, scatterà invece una posizione più avanti, in settima, non essendo riuscito a migliorare nel suo secondo tentativo in Q3, una difficoltà condivisa da diversi piloti nella top ten.

La McLaren "sul filo del rasoio" ad Austin

Oscar Piastri, che ha chiuso le qualifiche con un distacco di 0,768 secondi dalla pole position, ha riconosciuto che Norris era riuscito a estrarre qualcosa in più dalla monoposto, ma non si è detto sorpreso dalle difficoltà generali riscontrate. "È stata dura fin dal primo giro, a dire il vero", ha spiegato l'australiano.

"Cercare di estrarre la massima prestazione dalla macchina è stato molto, molto complicato". Piastri ha aggiunto che il potenziale intrinseco della vettura esisteva, ma la differenza tra sfruttarlo appieno e commettere un errore valeva "mezzo secondo". Il punto critico, secondo il pilota, era che quando si spingeva oltre il limite "non riuscivamo a tenere la macchina in pista". Piastri ha descritto la McLaren come una monoposto da guidare "sempre sul filo del rasoio", una caratteristica particolarmente penalizzante su una pista come Austin, nota per le sue numerose sequenze di curve e le molte sconnessioni, dove anche un piccolo errore può avere conseguenze significative sulla prestazione complessiva del giro.

Le sfide attuali e gli aggiornamenti del team

Questo risultato si inserisce in un periodo particolarmente complesso per la McLaren, che non conquista un podio da ben tre Gran Premi consecutivi ed è stata superata nello sviluppo da squadre rivali come Red Bull, Mercedes e Ferrari. La frustrazione è ulteriormente accresciuta dal fatto che il team ha introdotto proprio ad Austin la prima parte dell'ultimo pacchetto di aggiornamenti dell'anno, che include importanti modifiche alla sospensione anteriore e al diffusore. Norris ha evidenziato come, nonostante gli sforzi, il team continui a provare a migliorare la vettura, ma ogni progresso ottenuto in alcune curve sembra inaspettatamente generare nuovi problemi in altre sezioni del tracciato.

Anche Oscar Piastri ha confermato le difficoltà incontrate durante le qualifiche, dichiarando di non essere stato competitivo quanto avrebbe desiderato, riflettendo il sentimento generale di un team alla ricerca di maggiore costanza e prevedibilità nella gestione della sua monoposto.