Un’impresa storica ha visto protagonista Molly Carlson, la cliff diver canadese che è diventata la prima donna al mondo a tuffarsi da un iceberg alla deriva. L’evento, avvenuto al largo delle coste di Terranova il 22 ottobre 2026, ha segnato un nuovo confine nel mondo degli sport estremi. Lo scenario era quello delle gelide acque dell’Oceano Atlantico, con una massa di ghiaccio imponente, alta quasi 15 metri, e condizioni ambientali estremamente difficili da gestire e controllare. L’intera operazione, documentata nell’ambito del progetto Red Bull Iceberg Dive, ha richiesto mesi di intensa preparazione, una precisione tecnica impeccabile e un’organizzazione meticolosa, interamente focalizzata sulla sicurezza degli atleti.

Il percorso che ha condotto la tuffatrice a questa straordinaria sfida è stato immortalato in un breve documentario, disponibile in esclusiva su YouTube, che ripercorre ogni fase, dalla rigorosa preparazione fino al momento culminante del salto. Per Carlson, questa non è stata una semplice esibizione da una nuova piattaforma naturale. L’impresa, infatti, le ha richiesto di acquisire competenze radicalmente diverse e lontane dalla sua disciplina abituale. Per affrontare al meglio questa nuova dimensione, è stata affiancata da Will Gadd, esperto ice climber e atleta Red Bull, il cui compito è stato guidarla nell’apprendimento delle tecniche di arrampicata su ghiaccio, fondamentali per raggiungere la sommità dell’iceberg.

La preparazione tra Montréal e l’Atlantico

Prima di compiere il suo audace tuffo, Carlson si è sottoposta a lunghe e impegnative sessioni di lavoro tecnico. Ha svolto allenamenti specifici nelle acque fredde di Montréal, con l’obiettivo primario di abituare il suo corpo e la sua mente a un ambiente estremo e imprevedibile, anche per un’atleta già avvezza alle grandi altezze del cliff diving. Il momento decisivo dell’impresa è giunto al largo di Twillingate, una località situata lungo la celebre Iceberg Alley, un corridoio oceanico dove si concentrano i maestosi blocchi di ghiaccio che si staccano dalla banchisa artica.

Durante le fasi operative, il team di supporto ha dovuto affrontare sfide significative, tra cui grandi onde oceaniche, un meteo estremamente variabile e i continui e imprevedibili movimenti dell’iceberg selezionato per il tuffo.

Nonostante queste difficoltà, grazie a un ingegnoso sistema di ancoraggio temporaneo, Gadd e Carlson sono riusciti a raggiungere la sommità della gigantesca massa di ghiaccio. Da quella posizione elevata, la canadese si è lanciata nell’Oceano Atlantico, eseguendo un impeccabile tuffo all’indietro da un’altezza stimata di quasi 15 metri, completando così la sua storica performance.

Le parole dei protagonisti

Will Gadd ha condiviso la sua prospettiva sulla partecipazione a questo progetto unico: "Non l’avrei fatto se si fosse trattato solo di scalare un iceberg. Ciò che mi ha attratto in questo progetto è stata l’opportunità di aiutare Molly a fare qualcosa di bello e significativo. Ho scalato un iceberg per la prima volta 25 anni fa: tornare a farlo è stata un’avventura!". Le sue parole sottolineano il valore aggiunto dell’impresa, che va oltre la semplice sfida atletica, abbracciando un significato più profondo.