A meno di una settimana dall'inizio dei Mondiali di ginnastica artistica 2026 di Rotterdam, il panorama femminile per le nazioni di Asia e Australia si delinea con maggiore chiarezza, grazie all'ufficializzazione delle liste nominative e all'arrivo delle ginnaste nei Paesi Bassi. La posta in gioco è elevatissima: oltre alla conquista di finali e medaglie, le prime tre squadre classificate nella finale mondiale otterranno la qualificazione olimpica diretta per Los Angeles 2028. Ulteriori nove squadre si qualificheranno nel campionato successivo.
Il contesto competitivo è storicamente dominato dalla lunga supremazia degli Stati Uniti nella gara a squadre femminile. L'ultima edizione iridata ospitata a Rotterdam, nel 2010, segnò anche l'ultima volta in cui una formazione diversa dagli Stati Uniti – in quell'occasione la Russia – si aggiudicò il titolo mondiale. In questo scenario, Cina, Giappone e Australia si presentano con ambizioni diverse, ma tutte con concrete motivazioni per puntare a un posto nella finale.
La Cina cerca la continuità dopo anni di occasioni mancate
La Cina è descritta come la formazione più completa degli ultimi anni, determinata a invertire la tendenza dopo aver mancato ogni podio mondiale e olimpico a squadre dal 2019.
Il gruppo è guidato da figure di spicco come Zhang Qingying e Qiu Qiyuan. Zhang ha già dimostrato il suo valore vincendo l'oro alla trave ai Mondiali precedenti e conquistando il terzo posto nell'all-around. Qiu, sebbene limitata al volteggio dopo la sua partecipazione olimpica del 2024, mantiene un potenziale molto alto, specialmente alle parallele e alla trave. Completano la squadra Zhang Yihan, Du Siyu e Ke Qinqin.
La forza di questo collettivo è ulteriormente confermata dai successi recenti: le stesse cinque ginnaste hanno trionfato nei titoli a squadre sia agli Asian Games sia agli Asian Championships, dove la Cina ha registrato un punteggio complessivo di 168.498. Sebbene il volteggio rimanga l'area più delicata, la squadra può contare su tre salti con difficoltà superiore a 5.0.
Le parallele asimmetriche si confermano un punto di forza, anche in assenza di Yang Fanyuwei, mentre alla trave Zhang Qingying e Ke Qinqin spiccano tra le poche ginnaste ad aver superato quota 15 in campo internazionale nel 2026.
Il Giappone ha profondità, l'Australia punta alla finale
Il Giappone si presenta con Aiko Sugihara come fulcro del progetto. A dieci anni dal suo debutto mondiale nel 2015, Sugihara ha arricchito il suo palmarès con un bronzo alla trave e un oro al corpo libero, e arriva dai recenti Asian Games dove ha conquistato ori nell'all-around e al corpo libero. Al suo fianco, la squadra include Rina Kishi, Haruka Nakamura, Mana Okamura e Misa Nish