La prospettiva di stabilire una franchigia permanente della NFL a Londra è tornata al centro del dibattito, come evidenziato da un'analisi pubblicata il 9 ottobre 2026. L'interesse del pubblico britannico per il football americano è innegabile: le partite internazionali organizzate nella capitale inglese registrano sempre un grande successo di pubblico, e la lega ha dimostrato una chiara volontà di espandere la propria presenza oltre i confini statunitensi. Tuttavia, nonostante questo entusiasmo, l'analisi suggerisce che la sola passione dei tifosi potrebbe non essere sufficiente a garantire la sostenibilità di una squadra stabile nella metropoli inglese, a causa di una serie di ostacoli significativi.
Il precedente della NFL Europe e la sfida del tifo
Il primo elemento di riflessione è di natura storica e riguarda l'esperienza della NFL Europe. Nata nel 1991 con il nome di World League of American Football, la lega contava inizialmente dieci squadre, di cui sette in Nord America e tre in Europa. Il progetto, tuttavia, non riuscì a generare un coinvolgimento duraturo e fu interrotto per due anni. Alla ripartenza, si concentrò esclusivamente su franchigie europee, operando in Inghilterra, Germania, Paesi Bassi, Scozia e Spagna, prima di chiudere definitivamente nel 2007. All'interno di questo percorso, i London Monarchs rappresentarono un tentativo di radicamento nella capitale britannica, vincendo il primo titolo nel 1991.
Questo successo, però, rimase isolato, e la squadra cessò le attività come England Monarchs nel 1998, un precedente che solleva interrogativi sulla fattibilità a lungo termine.
Un altro aspetto cruciale concerne la creazione di una base di tifosi. Molti appassionati britannici hanno già sviluppato un forte legame con una franchigia statunitense specifica, e sebbene riempiano gli stadi per le tre gare londinesi annuali, costruire da zero un supporto stabile per una nuova squadra locale rappresenta una sfida ben diversa. Questo implicherebbe competere con il profondo radicamento e la fedeltà che caratterizzano la Premier League, un obiettivo che va oltre il successo di singoli eventi concentrati nel calendario.
Stadi, calendario e viaggi transatlantici
La questione delle infrastrutture sportive è un ostacolo di notevole rilevanza. Le attuali partite della NFL a Londra si svolgono presso il Tottenham Hotspur Stadium e Wembley, ma si tratta di appuntamenti limitati e programmati in finestre temporali compatibili con il calendario calcistico inglese. Una franchigia residente, invece, necessiterebbe di ospitare otto o nove partite casalinghe per stagione. Per Wembley, ciò comporterebbe un impatto significativo su un impianto considerato nevralgico per il calcio, con la necessità di preservare il terreno di gioco, effettuare continui adattamenti e gestire la concomitanza con altri eventi importanti, dalla Community Shield di agosto alle partite della nazionale inglese.
Infine, il problema competitivo e logistico si presenta come un nodo irrisolto. L'inserimento di una squadra londinese in divisioni come l'AFC East o la NFC East potrebbe sembrare la soluzione più logica dal punto di vista geografico, ma il resto del calendario della lega imporrebbe comunque trasferte frequenti e pesanti negli Stati Uniti. Questi viaggi transatlantici rappresenterebbero un onere considerevole sia per i giocatori della squadra di Londra sia per le squadre avversarie, sollevando questioni di fatica, jet lag e impatto sulle prestazioni atletiche. La complessità di integrare una squadra europea nel rigido schema competitivo e logistico della NFL attuale rimane uno dei maggiori interrogativi.