I Texas Longhorns non sono più imbattuti. La squadra, arrivata alla sfida contro Oklahoma con il prestigioso status di numero uno del Paese, ha subito una sconfitta per 27-24 nella sentita Red River Rivalry, disputata al Cotton Bowl di Dallas. Questo risultato, maturato dopo una partita caratterizzata da prestazioni altalenanti in attacco, errori cruciali negli special team e discutibili scelte di gestione, proietta i Longhorns verso un inevitabile calo nel ranking nazionale.
Per Oklahoma, questa vittoria rappresenta la prima nella storica rivalità dal 2023.
Un successo particolarmente significativo, considerando che l'attacco dei Sooners ha prodotto un solo touchdown offensivo nell'intera gara. La sconfitta di Texas assume quindi un peso maggiore, evidenziando come la formazione di Steve Sarkisian abbia concesso punti in circostanze evitabili e non sia riuscita a trovare la necessaria continuità nei momenti decisivi, nonostante abbia avuto l'opportunità di rimanere agganciata al match fino agli ultimi istanti.
Il secondo tempo di Arch Manning sotto i riflettori
Il quarterback Arch Manning è finito al centro delle critiche per il suo rendimento nella seconda metà di gioco. Se nel primo tempo aveva mostrato efficacia, completando nove passaggi su 13 per 124 yard e due touchdown senza subire intercetti, la ripresa ha visto un netto calo.
Il suo bilancio si è attestato su dieci completi su 18 per 136 yard, un touchdown e, soprattutto, due intercetti. Uno di questi si è rivelato un pick-six, che ha permesso a Oklahoma di portarsi in vantaggio 24-17 nel quarto periodo. L'altro, avvenuto a pochi secondi dalla fine con il punteggio in parità sul 24-24, ha offerto ai Sooners l'opportunità decisiva per organizzare il calcio da campo che ha siglato la vittoria.
Tuttavia, le difficoltà di Texas non si sono limitate al solo quarterback. Gli special team dei Longhorns hanno vissuto una serata particolarmente complessa. Un punt bloccato è stato recuperato in end zone da Oklahoma, fissando il punteggio sul 7-7 nella fase iniziale della partita.
Anche sul fronte dei field goal, il kicker Gianni Spetic ha convertito solo uno dei due tentativi a sua disposizione. A ciò si aggiunge la scelta dell'allenatore Sarkisian di tentare un calcio da 53 yard su quarto down e due, dalla linea delle 35 yard di Oklahoma, a meno di due minuti dalla fine e con il risultato ancora in parità, una decisione che non ha ripagato.
Difficoltà nei terzi down e scelte tecniche
Anche la gestione offensiva complessiva è stata oggetto di esame. Texas ha registrato una percentuale di conversione nei terzi down decisamente bassa, chiudendo con appena tre conversioni su 14 tentativi totali, e una sola su sei nel secondo tempo. La squadra ha inoltre concluso ben sette serie offensive con un "tre-and-out", sintomo di una mancanza di efficacia.
Nel corso del terzo periodo, i Longhorns hanno faticato a produrre, totalizzando solo dieci azioni per 41 yard complessive. Questi numeri evidenziano una persistente difficoltà che la squadra ha mostrato in diverse occasioni, e che in questa partita si è rivelata fatale.