La partecipazione di Angelina Melnikova, Viktoria Listunova e Anna Kalmykova ai Mondiali di ginnastica artistica 2026 di Rotterdam è stata bloccata. I Paesi Bassi hanno negato i visti d'ingresso alle atlete, come comunicato il 13 ottobre 2026 dalla Federazione russa di ginnastica. Questo diniego, che riguarda tre delle ginnaste più importanti, incide direttamente sulla presenza della squadra femminile nella rassegna iridata.

La motivazione ufficiale delle autorità olandesi è che "uno o più Stati membri dell'area Schengen considerano le atlete una minaccia per le loro relazioni internazionali".

Il provvedimento colpisce Angelina Melnikova, campionessa mondiale all-around in carica, e le sue compagne Viktoria Listunova e Anna Kalmykova, tutte attese per la competizione. Il rifiuto è giunto a pochi giorni dall'avvio delle attività previste a Rotterdam.

La reazione della Federazione russa

La Federazione russa di ginnastica ha contestato la decisione con toni netti, sostenendo che l'esclusione non sia solo amministrativa ma sportiva. L'organismo ha affermato di considerare l'azione delle autorità olandesi come "l'eliminazione mirata delle ginnaste più forti dalla lotta per le medaglie del campionato mondiale e per le quote olimpiche". Questa posizione evidenzia l'impossibilità per tre atlete di competere in una manifestazione che assegna risultati e opportunità rilevanti in prospettiva olimpica.

Il caso non riguarda l'intera delegazione russa allo stesso modo. Alcuni ginnasti hanno ottenuto il visto, mentre altri sono ancora in attesa di una decisione sulle rispettive domande. La vicenda si inserisce in un quadro già segnato da recenti controversie sui visti nello sport internazionale, un tema che continua a intrecciare procedure amministrative, regole delle competizioni e partecipazione degli atleti.

Il quadro sportivo e i ricorsi

Nel contesto della competizione, la Federazione russa ha annunciato l'intenzione di presentare ricorso al Comitato Olimpico Internazionale e a World Gymnastics. Un aggiornamento indica che cinque ginnasti russi erano ancora in attesa dell'esito delle loro richieste.