La gestione di Jason Varitek da parte dei Boston Red Sox è tornata al centro del dibattito, mettendo alla prova la fiducia nella dirigenza e in Craig Breslow. La vicenda è iniziata dopo il licenziamento di Alex Cora e la successiva "riassegnazione" dell’ex capitano, mai chiarita. Varitek, figura simbolica per la franchigia, si è ritrovato senza un ruolo definito. Il punto contestato è la mancanza di trasparenza: la "riassegnazione" fu presentata come passaggio interno, ma il suo nuovo incarico (front office, tecnico o intermedio) non fu mai specificato.

La tempistica della scelta, dopo l’allontanamento di Cora, poteva apparire comprensibile; la comunicazione del club resta cruciale. Varitek, ex All-Star, capitano e due volte vincitore delle World Series, era stato indicato come l’unico membro dello staff non licenziato direttamente, bensì "riassegnato". Il presidente e CEO Sam Kennedy ha recentemente confermato che Varitek non è "not currently" (attualmente) parte dell’organizzazione, pur precisando contatti negli ultimi sei mesi. La dichiarazione ha riacceso le perplessità sulla sua posizione.

Il ruolo incerto e le reazioni

Varitek ricopriva il ruolo di coach per la pianificazione della partita e la prevenzione delle corse. Dopo il taglio di Cora e altri assistenti, l'ex catcher salì sul volo di rientro.

Il suo gesto del "thumbs down" circolò sui social, divenendo simbolo di una frattura interna non spiegata. La critica suggerisce che il club avrebbe privilegiato una risposta immediata, senza riconoscere il peso storico e l'importanza di Varitek nei Red Sox.

L’ex catcher non aveva commentato le parole di Kennedy né il proprio futuro. La sua assenza a una cerimonia di maggio, dedicata ai ritirati del numero di maglia, ha alimentato ulteriori domande. In quell'occasione, Pedro Martínez, suo storico compagno, espresse rammarico: "To me, ‘Tek is a legend here, and I’m not going to go into details because I don’t know". Aggiunse che era spiacevole non poter vedere il proprio ex.