La prestazione del 13 ottobre 2026 di Yoshinobu Yamamoto ha riacceso il dibattito sul suo posizionamento tra i più grandi lanciatori dei playoff. Il giapponese non ha completato il terzo inning, concedendo quattro valide e tre punti in 75 lanci. Critico il turno da 12 lanci con BB a Brice Turang. Max Muncy ha commentato: “Non sembrava avere il pieno controllo dei lanci che voleva usare”. La sconfitta ha lasciato i Dodgers a due gare dall’eliminazione. Nonostante ciò, il valore del percorso postseason di Yamamoto resta innegabile, ma il confronto con epoche e formati diversi pone una sfida.

Il metro di paragone: dal 1969

Valutare Yamamoto accanto a figure come Sandy Koufax è complesso, dato che Koufax lanciò solo nelle World Series, mentre l’attuale formato dei playoff MLB prevede più turni. Per questo, il 1969, anno dell’introduzione delle League Championship Series, è il punto di riferimento per l’era dei playoff espansi. Il confronto più forte è con Curt Schilling.

I numeri: Yamamoto vs. Schilling

Le statistiche mostrano un quadro complesso. Yamamoto vanta un record nei playoff di 8-1, un’ERA di 2.47, 65.2 inning lanciati e un rapporto strikeout-base ball di 59-15. Ha conquistato due titoli delle World Series (2024 e 2025) e il premio di World Series MVP nel 2025. Schilling, tuttavia, mantiene un vantaggio per volume e dominio: record di 11-2, ERA di 2.23, 133.1 inning, rapporto strikeout-base ball di 120-25.

Ha vinto tre titoli delle World Series e ricevuto riconoscimenti individuali, inclusi quattro complete game e la capacità di limitare le basi ball dopo il 1993.

Un futuro ancora da scrivere

Per ora, Schilling resta avanti, per il suo dominio su un campione di inning più ampio. Tuttavia, la rincorsa di Yamamoto non è conclusa. Non compirà 28 anni fino ad agosto 2027, lasciandogli tempo per consolidare l'eredità tra i migliori lanciatori dei playoff. Il suo percorso è in evoluzione, e ogni apparizione postseason un'opportunità per ridefinire il suo posto nella storia del baseball.