Una partenza ad alta tensione ha segnato il Gran Premio del Messico di domenica 1 novembre 2026 per la Ferrari. Il pilota Lewis Hamilton, scattato dalla pole position, è stato superato nelle prime curve dal compagno di squadra Charles Leclerc, partito dalla terza posizione. Il duello tra le due Rosse ha visto un contatto, immediatamente segnalato alla direzione gara, mentre la corsa entrava in una fase delicata per la gestione interna del team.

Il sorpasso di Leclerc ha modificato rapidamente l’ordine in testa alla gara. Hamilton si è ritrovato alle spalle del compagno, con Max Verstappen della Red Bull che si è inserito tra le due vetture della Ferrari.

Questa circostanza ha reso più complessa l’eventuale restituzione della posizione, poiché il confronto non riguardava più solo i due piloti della Scuderia, ma coinvolgeva anche la presenza del pilota olandese nella sequenza di gara.

Il contatto e la decisione del muretto

A seguito dell'episodio, la direzione gara ha preso atto del contatto tra Hamilton e Leclerc. In attesa di ulteriori chiarimenti, il muretto Ferrari ha istruito il pilota monegasco a mantenere la posizione di testa. La restituzione della posizione all'inglese sarebbe potuta essere necessaria, ma la presenza di Verstappen tra i due ha reso il quadro decisionale meno lineare. La comunicazione radio ha rivelato il malumore di Hamilton, che si è lamentato in modo netto: "Sono stato spinto fuori dal compagno di squadra".

Per la Ferrari, la situazione è diventata immediatamente sensibile: da un lato Leclerc si trovava al comando dopo una partenza aggressiva, dall'altro Hamilton ha contestato le immediate conseguenze della manovra. Il punto cruciale, nelle fasi iniziali, è stato stabilire se l'episodio dovesse comportare una penalità o una restituzione della posizione, con il team impegnato a evitare che la gestione sportiva interna si trasformasse in un problema più ampio.

La penalità e il vantaggio dell'aria pulita

Successivamente, i commissari di gara hanno inflitto a Leclerc una penalità di cinque secondi per l’incidente avvenuto al primo giro, da scontare durante il primo pit stop. Hamilton, informato via radio al giro 16, ha però espresso la convinzione che tale sanzione non compensasse il vantaggio significativo ottenuto dal compagno nel guidare in testa, beneficiando dell’aria pulita. L'inglese ha espresso chiaramente il suo disappunto, sostenendo che la penalità non fosse sufficiente a riequilibrare la situazione, dato il beneficio strategico di trovarsi in testa alla corsa.