Marco Antonelli, padre del neo campione del mondo di Formula 1 Kimi Antonelli, ha condiviso il 4 novembre 2026 i dettagli del percorso che ha portato il figlio al trionfo. Da Tatuí, nello Stato di San Paolo, in Brasile, ha raccontato come la famiglia stia vivendo un successo ancora difficile da assimilare pienamente. La celebrazione dopo il Gran Premio è stata contenuta: "Abbiamo trascorso qualche ora tutti insieme con il team domenica sera, dopo il Gran Premio, ma senza fare troppo tardi. Lunedì Kimi doveva lavorare e poi siamo partiti per il Brasile, con la testa già rivolta al Gran Premio della domenica successiva."

Durante la permanenza in Brasile, gli Antonelli sono stati ospiti della storica famiglia Senna.

Marco ha descritto l'esperienza: "Siamo stati invitati alla fattoria della famiglia Senna, abbiamo visitato tutto con un tour ed è stato fantastico." Per Kimi, che è cresciuto nel mito del leggendario campione brasiliano e ha un forte legame con il numero 12, questa visita ha rappresentato un momento di grande significato simbolico. Riguardo alla piena consapevolezza dell'impresa raggiunta, il padre ha mantenuto un atteggiamento prudente: "Relativamente. Sono cose grandi, te ne rendi conto pian piano."

Dall'esordio sui kart al sostegno Mercedes

Nei momenti più complessi del percorso sportivo, Marco ha sempre esortato il figlio "a pensare a fare il suo, a credere in quello che faceva e a non mollare".

A suo giudizio, la svolta decisiva della stagione è arrivata soprattutto grazie all'esperienza accumulata. I ricordi del padre ripercorrono l'infanzia di Kimi: "Aveva un anno, era il 2007, sulla pista di Sarno". Dopo un primo giro in kart in braccio al padre, il piccolo Kimi non voleva più lasciare il volante. Nel 2009, un simulatore fece il suo ingresso in casa: "Me lo mettevo sulle gambe e acceleravo, lui sterzava e cambiava". A Città del Messico, Marco ha ripensato "a tanti momenti passati insieme sulle piste", alle fatiche e al tempo prezioso sottratto alla famiglia, inclusa la sorella Maggie.

L'opportunità con la Mercedes si presentò ad Adria, dove il team si recò per osservare il giovane talento.

Marco ha rammentato l'incontro con Toto Wolff e con il responsabile dell'Academy: "Videro in Kimi qualcosa di particolare e decisero di puntare su di lui". La famiglia chiarì di non possedere le risorse economiche per sostenere il figlio oltre la fase dei kart; la risposta fu che, se Kimi avesse continuato a dimostrare quel livello di prestazioni, la Mercedes si sarebbe fatta carico del suo percorso. Dopo l'immagine di Kimi con Wolff, diventata virale, Marco ha commentato con una battuta: "Proprio così, cercavamo un colpevole".

Regole, scuola e l'importanza dell'educazione finanziaria

Per Marco Antonelli, la crescita di un campione non si limita alla pista, ma è profondamente legata all'educazione e al rispetto delle regole.

Il padre ha sempre posto l'accento sull'importanza della scuola e di una sana gestione del denaro, elementi che hanno contribuito a forgiare il carattere del figlio. Questo approccio, come suggerito dal titolo, include anche il valore educativo della "paghetta", intesa come strumento per insegnare la responsabilità e la prudenza nella gestione delle risorse.