La trasferta dei tifosi della Roma a Manchester, raccontata il 4 novembre 2026 da due sostenitori presenti a Old Trafford, si è tramutata da attesa serata di Champions League in un'esperienza segnata da profonde tensioni con la polizia inglese. I romanisti, giunti nella città britannica per seguire la squadra giallorossa contro il Manchester United, hanno assistito alla rimonta dei padroni di casa da 0-2 a 3-2 nel finale, ma il loro resoconto si concentra sui disagi e gli episodi avvenuti prima, durante e dopo l’accesso allo stadio.

Le difficoltà all'ingresso e il corteo

L'accoglienza riservata ai sostenitori romanisti è stata fin da subito percepita come rigida e intimidatoria. I tifosi hanno denunciato: “Ci hanno trattato da cani”. I problemi, hanno spiegato, sono nati dal collegamento tra il settore ospiti e quello di casa, con un unico varco di accesso alternato. Il corteo giallorosso, partito dal Sinclairs Oyster Bar nel centro di Manchester e diretto a Old Trafford, sarebbe stato fermato più volte dalla polizia lungo il tragitto.

Il percorso, prolungato dalle interruzioni, ha comportato un'attesa complessiva di due ore: un'ora di camminata e un'altra per l'ingresso nello stadio. I racconti parlano di accessi contingentati e di tifosi “schiacciati come sardine”, con una ragazza che avrebbe accusato un malore in fila.

Tali disagi si sarebbero verificati sia nelle fasi pre-partita che al termine dell'incontro.

Episodio critico nel deflusso post-partita

Il culmine delle tensioni si sarebbe raggiunto al termine della partita, durante il deflusso dallo stadio. Un tifoso della Roma avrebbe accusato un malore, ma la sua condizione sarebbe stata erroneamente interpretata dagli agenti come un tentativo di creare disordini. Il sostenitore, riferiscono, sarebbe stato ammanettato e immobilizzato a terra. Nel settore sarebbero intervenute decine di agenti, mentre gli amici chiedevano assistenza medica, gridando “no police, doctors”. L'atteggiamento delle forze dell'ordine è stato giudicato dai presenti come costantemente ostile, con la sensazione che gli agenti fossero "in attesa di una scusa per procedere con arresti".