Aumenta nuovamente il prelievo per l’imposta di bollo. Nella Legge di Stabilità all’esame del Senato è previsto un aumento dello 0,5 per mille dell’imposta di bollo, portandola dall’attuale 1,5 per mille al 2 per mille. Si sta inoltre valutando l’aumento della tassazione delle rendite finanziarie che probabilmente passerà dall’attuale 20% al 22% se non oltre.

L’imposta di bollo sui conti correnti, che partirà dall'1 gennaio prossimo, prevede un prelievo minimo fisso di 34,20 euro annui, per le persone fisiche, se la giacenza media annua del deposito è superiore a 5000 euro, se è più bassa si è esenti.





L’aumento colpirà tutti i depositi bancari superiori ai 5000 euro e verrà calcolato sul totale della somma depositata, nonché sull’ammontare del dossier titoli. Di fatto possiamo considerarla una micro patrimoniale che va ad attaccare quanto risparmiato e già tassato. Ad essere colpiti da questo aumento saranno azioni, obbligazioni, titoli di stato, quote di fondi, conti deposito, certificati, polizze, derivati.

Sono esclusi dall’aumento le polizze Vita Ramo I, i fondi pensioni e i fondi sanitari.



Ipotizzando un deposito di 100mila euro, si pagherebbe un’imposta di bollo di 200 euro (erano 34 nel 2011). A questo prelievo deve essere aggiunto quanto pagato sulle rendite finanziarie pari al 20%. Se immaginiamo quindi che dal nostro ipotetico deposito di 100mila euro possano maturare 3mila euro di interessi, questi verrebbero colpiti dall’imposta sulle rendite finanziarie per 600 euro e successivamente dall’imposta di bollo per 200 euro arrivando ad 800 euro totali (erano 410 nel 2011).

Il 27% circa di tassazione, il doppio di soli due anni fa.



Un piccolo aumento delle imposte da parte del Governo, nascosto e poco eclatante, che va a mettere le mani nuovamente nel portafoglio dei piccoli risparmiatori che con difficoltà cercano di mettere al riparo qualcosa del reddito già tassato.

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