Se dovessimo fare una ricerca su quale è stato il decreto italiano più veloce della storia, forse emergerebbe che si tratta proprio di quello della tassa sulla #sigaretta elettronica.

Con tutta la crisi di governo in corso e l'attesa per la sentenza definitiva del Tar sulla questione della tassa sulle e-cig, il ministro uscente Fabrizio Saccomanni è riuscito a fare un vero e proprio miracolo italiano.

In barba alle lungaggini burocratiche tipiche del nostro Paese (per cui tutti si lamentano), Saccomanni è riuscito nel suo obiettivo, ovvero rendere esecutiva la tassa del 58,5% sulle sigarette elettroniche.

Approvazione del decreto della tassa sulla sigaretta elettronica

Come fatto presente da La Notizia del 15 febbraio, il ministro ha firmato il provvedimento il 12 febbraio, il Dipartimento delle finanze lo ha timbrato il 13 e la Ragioneria generale dello Stato lo ha "bollinato" il 14.

Che tempi da record!

La patata bollente è poi passata alla Corte dei Conti, che alla fine ha dato il via libera, ma non senza fare notare al Tesoro i tempi quanto meno sospetti con cui il provvedimento è stato adottato e precisare che lo sfasamento temporale tra approvazione (12 febbraio 2014) e applicazione del decreto (1 gennaio 2014) mette a rischio gli incassi dello Stato.

Ma non è la prima volta che la Corte dei Conti critica le tempistiche sulla questione. Precedentemente, sempre sulla stessa questione, era stato fatto notare che il decreto portava la data del 16 novembre del 2013, mentre la legge stabiliva che la prescrizione era avvenuta il 31 ottobre 2013.

Insomma... sicuri che non ci siano interessi esterni a tirare le redini che riguardano la tassa sulla sigaretta elettronica? La velocità burocratica in Italia è sempre sospetta...

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