E' in discussione in questi giorni al #Senato una tassa che farà non solo molto discutere, ma anche storcere il naso a tutti i contribuenti. Diciamo tutti perché da questa tassa, certamente, nessuno potrà esimersi. Si tratta di quella che è stata già ribattezzata "la tassa sui defunti", proposta da quindici senatori della maggioranza. In un mondo in cui si muore sempre più spesso per patologie legate al presunto benessere, questo disegno di legge n. 1611 fa molto discutere. Vediamo di cosa si tratta.

IVA sui funerali al 10%, prima il servizio era esente

La prima novità è l'assoggettamento del servizio funebre all'#Iva, l'imposta sul valore aggiunto.

E' l'articolo 21 del disegno di legge che lo prevede. Mentre sinora i costi relativi ai funerali erano esenti, se la proposta passerà l'aliquota verrà introdotta al 10%. Quindi al costo proposto dall'impresa funebre per l'organizzazione del funerale del caro estinto si dovrà aggiungere un 10% in più. Per bilanciare questo aumento, nel disegno di legge sono previste detrazioni fiscali per le spese funebri, comprese le lapidi e gli accessori. Queste detrazioni passerebbero al 50% fino ad un massimo di 7.500 euro pagati.

Un contributo fisso di 30 euro per ogni dipartita, rivalutato secondo l'Istat

Sembra quasi di trovarsi all'interno di una commedia d'altri tempi nel leggere la proposta in discussione al senato, eppure è tutto vero. L'articolo 12 del disegno di legge infatti prevede l'introduzione di un contributo fisso per ogni funerale dell'importo di 30 euro.

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Mentre la tanto discussa legge Fornero, dichiarata incostituzionale, aveva bloccato l'adeguamento Istat per le pensioni, la tassa sui morti non da scampo nemmeno su questo aspetto. L'adeguamento Istat non è altro che l'adeguamento dei costi e delle spese all'aumento del costo della vita. E' previsto ad esempio nei contratti d'affitto non soggetti alla "cedolare secca". Si tratta cioè di adeguare quello che paghiamo (o percepiamo) a secondo di quanto aumenta il costo della vita. Tale contributo di 30 euro quindi è destinato ad aumentare. Questo contributo dovrebbe servire per la vigilanza ed il controllo da parte delle ASL e si dovrebbe versarlo ogni mese. Se ad esempio si usufruisce di un servizio di sorveglianza o di illuminazione, o per ogni cremazione, si pagherà la tassa più il costo base del servizio.

Parte della TASI andrà ai cimiteri, in arrivo nuovi aumenti?

L'articolo 17 del disegno di legge prevede anche che una parte della TASI non inferiore al 20%, dovrà essere da parte dei comuni versato allo stato, laddove si trovino cimiteri con "caratteristiche monumentali" (come ad esempio è il cimitero Verano di Roma).

Va da sé che la prospettiva che per tale scopo i comuni possano mettere mano agli aumenti sulla TASI non solo è possibile, ma addirittura probabile.

Troppe agenzie funebri, chi fa meno di 300 funerali dovrà chiudere

Ci sono poche cose odiate in Italia come gli studi di settore. Se lo stato ha stabilito che una ditta deve guadagnare una certa cifra, è impossibile dimostrare che così, spesso, non è. Il disegno di legge stabilisce infatti che ci sono troppe agenzie funebri. Pertanto pare che quelle che organizzano dai 301 ai 1000 funerali l'anno dovranno attrezzarsi con 3 mezzi intestati, più di 6 dipendenti a tempo indeterminato e un direttore tecnico. E i requisiti aumentano a seconda del numero di funerali. Altrimenti si chiude. Non c'è dubbio, questa è una tassa che fa venire davvero i brividi

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