Scade giovedì 16 luglio il termine ultimo per il pagamento degli acconti IRPEF dovuti in seguito alla dichiarazione dei redditi. Come è ormai noto, la scadenza originaria era fissata per lo scorso 16 giugno. L'#agenzia delle entrate ha stabilito con una circolare che i pagamenti entro 30 giorni da quella data, quindi entro il 16 luglio subivano una piccola maggiorazione dello 0,40%. Pochi giorni ancora, quindi, per coloro che hanno dimenticato di versare gli acconti dell'imposta a giugno o per coloro che per scarsezza di liquidità hanno optato per il pagamento al mese successivo.

Quali sono i soggetti interessati?

Per molti soggetti che hanno presentato il #modello Unico PF per il 2015, il termine di scadenza con maggiorazione ridotta è fissato al 20 agosto.

La scadenza del 16 luglio si applica invece, a tutte le persone fisiche senza partita IVA ed i titolari di partita IVA per i quali non si applicano gli studi di settore. Tutti questi contribuenti possono ancora versare le imposte applicando il piccolo surplus. In parole povere per ogni 100 euro di imposta da versare bisogna aggiungere solo 40 centesimi di euro.

E dal giorno dopo che sanzioni ci sono?

Dal 17 luglio, bisogna provvedere al ravvedimento operoso, cioè bisogna calcolare le sanzioni, le spese e gli interessi di ritardato pagamento. Per la verità, fino al 30 luglio, il ravvedimento operoso è ancora a carattere agevolato. Infatti bisognerà aggiungere a titolo di sanzione lo 0,2% per ogni giorno di ritardo fino a fine mese. Quindi altri 20 centesimi al giorno per ogni 100 euro di imposta dovuta.

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Quali tasse si pagano entro il 16 luglio?

Entro giovedì vanno eseguiti i pagamenti fuoriusciti dalla dichiarazione dei redditi, dalla dichiarazione Irap e dalla dichiarazione unificata annuale. Inoltre, scadono anche i versamenti dei soggetti che hanno scelto il regime della cedolare secca nei contrati di affitto e quelli tenuti al versamento dei contributi INPS nella gestione separata dell'Istituto. Resta sempre viva la possibilità già concessa il 16 giugno per quanto riguarda il pagamento a rate. Infatti, coloro che risultano ancora in difficoltà e che non hanno la liquidità immediata per pagare l'intero ammontare dell'imposta, possono scegliere il pagamento a rate. Le rate consentite sono 5, l'ultima a novembre. Le scadenze sono previste per il 16 di ogni mese (tranne agosto la cui rata scade il 20)ed agli importi si aggiunge il 4% come interessi di rateizzazione. #Inps