Una delle novità più importanti che il Governo Renzi ha introdotto in questi anni è il bonus da 80 euro in busta paga ai lavoratori con determinate condizioni di reddito. L’importanza di questo istituto è tale che si pensa di estenderlo a pensionati ed altre categorie di soggetti con limiti reddituali prestabiliti. La misura di norma, ha il suo compimento direttamente in busta paga, cioè viene erogato con lo stipendio da parte del datore di lavoro. Nel caso in cui questo non avviene, cioè quando il datore di lavoro non ha potuto erogarlo, per un qualsiasi motivo, i lavoratori possono richiederlo, fermo restando il possesso dei requisiti, con la dichiarazione dei redditi.

Ecco come fare e come calcolare il proprio reddito in funzione della fruizione del bonus.

La circolare del Fisco

Il 6 maggio l’Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare esplicativa sui 730, comunicazione fatta per rispondere a diversi quesiti che contribuenti e professionisti hanno presentato al Fisco. La circolare spazia dalle detrazioni per particolari spese sanitarie, alla novità della mensa scolastica, dalle spese di istruzione fino al bonus da 80 euro. Per quest’ultimo, la circolare ha spiegato come muoversi, proprio nel caso in cui il datore di lavoro non abbia provveduto a elargire la spettanza insieme allo stipendio. La circolare ricorda che questo bonus è ammesso oltre che per i lavoratori dipendenti, anche per i ricercatori o per i docenti. I due modelli di dichiarazione dei redditi, il 730 e l’Unico, dispongono di una area dove mettere a posto questa situazione, e sono rispettivamente il quadro C e quello RC nel rigo casi particolari.

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In parole povere, se il nostro datore di lavoro non eroga il bonus o lo eroga parzialmente, lo si può richiedere direttamente all’Agenzia delle Entrate.

Come calcolare il reddito utile al bonus

Il Bonus Irpef da 80 euro al mese spetta per intero a coloro che hanno un reddito fino a 24.000 euro annui. Viene concesso in misura ridotta per redditi superiori, ma fino al tetto massimo di 26 mila euro, tetto oltre il quale non è concedibile. Inoltre, il bonus è concesso solo se la detrazione per lavoro dipendente non superi l’imposta, in termini meno tecnici, il reddito minimo deve essere di 8 mila euro. In definitiva non tutti ne hanno diritto, ecco perché è necessario capire come calcolare la propria situazione reddituale per evitare di richiedere un bonus non spettante. Il primo criterio da conoscere è quale reddito è quello che conta in funzione del bonus. Infatti, non è il reddito imponibile quello da prendere in considerazione, ma quello lordo. Quindi occorrerà inserire anche i redditi esenti come quelli che spettano ai soggetti rientrati in Italia o per i ricercatori e quelli da incassi di contratti di fitto con cedolare secca, nonostante per questa tipologia contrattuale la tassazione applicabile sia quella separata.

Il reddito da prendere in considerazione, inoltre, deve essere calcolato sottraendo i redditi della casa di abitazione e delle pertinenze nonché del bonus bebè per i soggetti che lo percepiscono o dell’eventuale TFR in busta paga percepito.